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Il Piccolo: bilancio ok, ma dalla redazione vogliono sacrifici

Contratti di solidarietà al Piccolo

Contratti di solidarietà al Piccolo

E’ soddisfacente il bilancio del gruppo l’Espresso, con l’utile in crescita, addirittura raddoppiato in un anno. Ma restano pesanti i sacrifici richiesti ai giornalisti. Lo rileva il Cdr del Piccolo di Trieste, nel parere espresso in merito al nuovo assetto redazionale illustrato dal Direttore nei giorni scorsi. “Ci sia permesso partire dalla fine.  – si legge nel documento – Il Direttore infatti ringrazia la redazione anche per l’equilibrio con cui ha saputo affrontare il complesso passaggio cui siamo oggi chiamati. Ebbene, non possiamo non rilevare come proprio in questi giorni l’Azienda ha reso noti i dati 2014 relativi al Gruppo, riassunti nel titolo pubblicato dal Piccolo il 26 febbraio scorso: L’Espresso, utile in salita. È raddoppiato in un anno. L’Azienda dunque da una parte annuncia un bilancio chiuso con soddisfazione ma dall’altra continua a chiedere pesanti sacrifici a tutti i giornalisti del gruppo, compresi direttamente e in maniera sempre più incisiva quelli del Piccolo, a fronte di una sostanziale mancanza di investimenti significativi a sostegno della Testata. Nei prossimi giorni, infatti, il Cdr del Piccolo sottoscriverà a Roma un sofferto contratto di solidarietà che prevede pesanti sacrifici per la redazione. Venendo agli altri punti affrontati nell’ordine di servizio del Direttore, non può non balzare all’occhio come la nuova organizzazione presenti una evidente contraddizione. Da una parte infatti si afferma che il nuovo assetto è funzionale a cogliere i due obiettivi essenziali indicati nel piano editoriale contenuto nelle comunicazioni aziendali del dicembre scorso, dall’altra però si smentiscono quelle stesse comunicazioni aziendali laddove esse indicavano come strategica la scelta della allocazione delle Agende delle edizioni di Trieste e di Gorizia al settore Cultura & Spettacoli, nuova allocazione che invece non è avvenuta. E questo perché, al di là delle giustificazioni addotte (la volontà dei capicronisti di mantenere nel loro settore quei servizi), i numeri della redazione, così ridotti, impediscono nei fatti il cambiamento, confermando quanto la redazione sia scesa a numeri insostenibili per garantire il servizio che si vuole (vorrebbe) offrire ai lettori. E ancora. Il piano del Direttore annuncia che il pieno dispiegamento delle risorse redazionali sul versante web e focalizzazione del giornale cartaceo sugli ambiti in cui in maniera più netta e spiccata possiamo esporre una visione originale sono le linee guida della riorganizzazione. D’accordo che Teodoro Mayer era stato ancor più succinto nell’illustrare il 29 dicembre 1881 il programma editoriale del Piccolo, ma queste pochissime righe scritte dal Direttore non esauriscono la richiesta di un piano che invece, come previsto dalle norme in materia, deve contenere tutti gli elementi necessari per esaminare il nuovo modello organizzativo redazionale conseguente alla riduzione degli organici giornalistici. E questo in particolare per quel che riguarda il potenziamento sul web e sui social network. Al di là dell’indicazione di un collega al coordinamento web e di un altro quale prevalentemente dedicato al web, infatti non si esplicita come il pieno dispiegamento verrà attuato, quali le responsabilità dei singoli settori, quale la filosofia nella scelta delle notizie e nella modalità di inserimento delle stesse, quali le turnazioni, ricordando da parte nostra – come indicato dal piano presentato il 5 dicembre scorso – che tutti i redattori dovranno essere coinvolti nella realizzazione del giornale web e nella gestione dei profili social network. Ripetiamo: come ciò si realizzerà, non viene assolutamente indicato. Così come, aggiungiamo, non viene indicato come sarà concretamente gestita la fattura quotidiana del giornale cartaceo. Ad esempio: l’ordine di servizio nulla dice su come sarà articolato il quotidiano impegno dei superstiti colleghi delle pagine di Attualità in presenza di corte, ferie, assenze per solidarietà (e non parliamo di eventualità non auspicabili, come le malattie). E ancora: è già stata ridotta a 40 pagine la foliazione quotidiana, come sarà articolata la foliazione estiva? Il Cdr ritiene quindi che il Direttore debba presentare all’incontro in programma mercoledì a Roma quel piano che viene richiesto dalle norme in materia e che la redazione continua ad attendere non ritenendo esaustive le poche righe di accompagnamento all’ordine di servizio del 25 febbraio.

Il Comitato di redazione del Piccolo

Un commento su “Il Piccolo: bilancio ok, ma dalla redazione vogliono sacrifici

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