Sindacati Regionali di Stampa

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Il Ministero dell’Interno cerca un giornalista da far lavorare gratis. La Fnsi: “Ritirate quel bando”

Il Ministero dell'Interno cerca un giornalista, ma non vuole pagarlo

Il Ministero dell’Interno cerca un giornalista, ma non vuole pagarlo

Il Ministero dell’Interno cerca un collaboratore giornalista “per lo svolgimento delle attività di Comunicazione per le esigenze della Direzione Centrale dei servizi civili per l’immigrazione e l’asilo del Dipartimento per le Libertà Civili e l’immigrazione”. E lo cerca con tutti i crismi, vuole che sia iscritto all’Ordine come professionista, vuola bravura, competenza, professionalità, esperienza nel settore, ottima conoscenza della lingua inglese. Una sola cosa non vuole: pagarlo. Sì perché il prezioso incarico, peraltro configurato come prestazione di lavoro autonomo occasionale, pur se della durata di un anno, è rigorosamente a titolo gratuito. Con le parole ben evidenziate in grassetto nel testo del bando. Eppure nelle premesse si fa specifico richiamo alla legge 150/2000, quella che disciplina gli uffici stampa, che certo non prevede prestazioni a titolo gratuito. Per non essere pagato il giornalista in questione dovrebbe, secondo il ministero dell’Interno, avere compiti di: a) supervisione e consulenza nelle materie della comunicazione ed informazione pubblica istituzionale, concernente le competenze attribuite a questa Direzione Centrale, con particolare riferimento a quelle connesse agli interventi e alle iniziative per la governance del fenomeno migratorio, caratterizzato da un sempre crescente
afflusso di cittadini stranieri sulle coste italiane, mediante una continua azione di
supporto al Direttore Centrale; b) cura delle pubbliche relazioni con la stampa nazionale ed internazionale, garantendo una informazione idonea alla divulgazione mediatica, anche mediante la redazione di comunicati stampa; c) cura della comunicazione e delle relative attività relazionali con Istituzioni, professionisti e rappresentanti di enti pubblici e privati; d) individuazione ed adozione delle forme innovative di comunicazione che aumentino l’efficacia e la trasparenza nei confronti dell’utenza, sia attraverso le pagine web, sia attraverso la realizzazione di prodotti video-documentali, in relazione alle competenze della Direzione; e) promozione della valorizzazione delle attività relazionali, sociali e culturali della Direzione centrale in relazione alle competenze della stessa. «È inaccettabile, oltre che offensivo, che il ministero dell’Interno proceda ad una selezione pubblica per reclutare un giornalista professionista specificando che l’incarico è a titolo gratuito». Lo affermano, in una nota, il segretario generale, Raffaele Lorusso, il presidente, Giuseppe Giulietti, e il presidente della Commissione lavoro autonomo della Fnsi, Mattia Motta.
«Quel bando va immediatamente ritirato – rilevano -. È inconcepibile pretendere una “complessa attività professionale” ad “alto contenuto specialistico”, da affidare ad un giornalista professionista con certificata esperienza pluriennale, ma a titolo gratuito. Senza contare l’assurdità di definire “occasionale” un incarico della durata di un anno e l’inammissibile esclusione dalla selezione degli iscritti nell’elenco dei giornalisti pubblicisti, in chiara violazione della legge n. 150/2000. L’attività giornalistica, al pari di tutte le altre attività professionali, non può mai essere a titolo gratuito. Il bando pubblicato dal ministero dell’Interno offende il decoro della professione giornalistica e la dignità di migliaia di giornalisti che aspirano ad una occupazione stabile e ad una retribuzione adeguata. Per queste ragioni è auspicabile che venga immediatamente ritirato».

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