Sindacati Regionali di Stampa

Il nuovo blog delle sindacaliste e dei sindacalisti delle Associazioni regionali di stampa della Fnsi

Veni vidi Verna

Carlo Verna continua a gestire l’Ordine dei giornalisti come se ne fosse il padrone. Incurante delle figuracce alle quali espone la categoria con un uso della lingua italiana che definire disinvolto è un eufemismo e con performance da avanspettacolo – memorabili quelle nell’ultima conferenza stampa di fine anno -, agisce come se non dovesse più esserci un domani. L’ultima uscita risale a qualche giorno fa. Convocato dalla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, insieme con la Fnsi, per discutere delle minacce ai colleghi del Tirreno di Livorno, ha pensato bene di escludere dalla riunione il presidente dell’Ordine della Toscana, Carlo Bartoli. 

Al suo posto, ha portato con sé un consigliere nazionale eletto in Toscana. Bartoli, colpevole di guidare il fronte che in questi anni ha cercato con qualche proposta di buon senso di riempire il vuoto pneumatico di Verna & c., è stato costretto a chiedere ospitalità alla Fnsi, che non ha avuto problemi ad accordargliela, avendo, fra l’altro, invitato anche l’Associazione della Stampa della Toscana, il direttore e il cdr del Tirreno.
Verna continua a occupare la presidenza del Cnog pur essendo scaduto da quasi sei mesi fingendo di non sapere che l’attività istituzionale – tale è da considerarsi la convocazione da parte di un ministro – deve prescindere dalla lotta politica.

Non c’è da meravigliarsi. È la stessa persona che, insieme con il segretario di Stampa Romana, Lazzaro Pappagallo, nei prossimi anni discetterà di innovazione. Niente di strano, se non fosse che hanno pensato bene di chiamare come testimonial dell’innovazione anche il direttore del Messaggero, sotto procedimento disciplinare per possibile violazione della Carta di Firenze. Il direttore del Messaggero, infatti, continua a distinguersi per il modo in cui vengono trattati i collaboratori del suo giornale. Questi ultimi, così come molti altri giornalisti precari, non hanno dimenticato i toni della lettera con cui, la scorsa estate, il direttore Martinelli “consigliava” loro di accettare la riduzione dei compensi a sette euro lordi a pezzo. 

In quella vertenza, ricorda chi c’era, il segretario di Stampa Romana, professionista dell’indignazione a corrente alternata, si indignò meno del solito, assumendo un atteggiamento quasi distaccato, se non proprio freddo.
Nessuno stupore se adesso il direttore Martinelli viene invitato a parlare di innovazione insieme con Verna, presidente dell’ente che dovrebbe imporre il rispetto della Carta di Firenze e delle altre carte deontologiche. Nel suo periodo di presidenza del Cnog, a parte i proclami da decifrare e le citazioni in latinorum manco fosse Lotito, non si ricordano suoi provvedimenti concreti per contrastare il precariato. Gli elenchi dell’Ordine somigliano sempre di più alle vecchie pagine gialle: si trova di tutto, a prescindere dall’ esercizio della professione, dalla qualità e dal decoro. Gli effetti nefasti sul mercato del lavoro e per la credibilità della categoria di fronte all’opinione pubblica sono sotto gli occhi di tutti. Che sia questa l’innovazione che hanno in testa?

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 6 marzo 2021 da in Assostampa Regionali, Fnsi, Giornalisti, Ordine dei giornalisti, Quotidiani, sindacato.

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