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Inpgi 2: acconto 2020 anticipato a luglio, facciamo chiarezza

Gestione separata, possibile dilazionare l'acconto

Gestione separata, possibile dilazionare l’acconto

di Nicola Chiarini e Massimo Marciano (*)

Una semplificazione degli adempimenti chiesta all’Inpgi dagli stessi colleghi freelance, per allineare le scadenze della Gestione separata a quelle recentemente disposte dall’Agenzia delle Entrate per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Una richiesta alla quale il Comitato amministratore dell’Inpgi, nella passata consigliatura, ha prontamente aderito deliberando all’unanimità.
Come all’unanimità il nuovo Comitato, dopo la sua elezione a febbraio, in conseguenza delle difficoltà connesse all’emergenza Covid-19, ha deliberato la facoltà di rinviare anche di un anno e tre mesi il versamento del contributo minimo 2020, in scadenza il prossimo 31 luglio, fino al 31 ottobre 2021. Oppure, entro sempre un anno e tre mesi, in sei rate mensili di eguale importo, senza interessi. E senza particolari formalità.
Sono esclusi da questa facoltà gli iscritti alla Gestione separata che abbiano un reddito superiore ai 30mila euro annui e che derivi anche da altri lavori, non essendo quindi esclusivamente giornalisti freelance ma avendo anche altre fonti di reddito derivanti da altre professioni o attività economiche.
Sono questi i termini della questione che riguarda l’inversione delle scadenze che da quest’anno in poi vede il versamento del contributo minimo anticipato a luglio, rispetto alla scadenza di settembre in vigore fino allo scorso anno, per non sovrapporlo al termine di presentazione all’Inpgi 2 della comunicazione reddituale telematica riferita al reddito dell’anno precedente: una scadenza, quest’ultima, che dal 2020 cade a settembre, in coincidenza con la scadenza del termine della presentazione all’Agenzia delle Entrate della dichiarazione dei redditi.
Una questione sulla quale qualche componente sindacale organizzata di colleghi non ha perso occasione, com’è suo costume, di innescare via social una polemica pretestuosa, sebbene i dettagli della novità siano stati prontamente preannunciati dall’Inpgi fin dallo scorso 11 ottobre 2019 nella propria newsletter, inviata a tutti gli iscritti che hanno comunicato all’Istituto il proprio indirizzo e-mail. E per questo è bene, per la corretta conoscenza dei fatti, ripercorrere le tappe della decisione e chiarirne i particolari.
Alla fine dell’estate del 2017 il Comitato amministratore della passata consigliatura ha approvato all’unanimità una proposta di modifica del Regolamento della Gestione separata che accoglieva le numerose richieste ricevute dai colleghi freelance. La proposta di riforma prevedeva di semplificare i termini di scadenza della comunicazione reddituale, facendoli coincidere con quelli previsti per la presentazione della denuncia dei redditi all’Amministrazione finanziaria, fissata al 30 settembre. Per evitare la sovrapposizione dei diversi adempimenti, la scadenza del versamento del contributo minimo in acconto, a quel momento fissata al 30 settembre, è stata anticipata al 31 luglio.
La proposta di riforma del Regolamento è stata approvata all’unanimità dal Comitato amministratore, con il voto favorevole della Presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni, del vicepresidente vicario, Giusepppe Gulletta, e dei consiglieri giornalisti Nicola Chiarini, Ezio Ercole, Vittorio Falco, Massimo Marciano e Orazio Raffa (assenti i due rappresentanti del governo). La proposta è stata poi approvata definitivamente dai Ministeri del Lavoro e dell’Economia, che esercitano la vigilanza sull’Inpgi e ai quali spetta l’ultima parola in materia, nello scorso mese di ottobre. L’Inpgi ha comunicato la novità l’11 ottobre 2019 con una circolare pubblicata sul proprio sito informativo inpginotizie.it e spedita via mail ai giornalisti iscritti all’Istituto.
Poi, come ben sappiamo, è scoppiata, imprevista e violenta, l’emergenza Covid-19, con i suoi pesanti strascichi anche sui redditi dei giornalisti freelance. Ma la riforma del Regolamento, con l’anticipazione del versamento dell’acconto annuale da settembre a luglio, era già in vigore. Non era certo possibile avviare e portare a termine rapidamente un nuovo iter di riforma regolamentare, che oltretutto avrebbe comportato successivamente una terza modifica del Regolamento per allineare di nuovo, finita l’emergenza, le scadenze a quelle giustamente chieste all’Inpgi dagli stessi freelance.
Visti anche i due anni di attesa per l’approvazione da parte dei Ministeri del nuovo Regolamento, non è ragionevolmente ipotizzabile cambiare continuamente il Regolamento stesso e ricevere in tempi rapidi la conseguente approvazione ministeriale. D’altronde, per l’Inpgi è assolutamente indifferente ricevere il versamento dell’acconto a luglio o a settembre: la variazione è stata esplicitamente richiesta dai colleghi freelance per permettere l’allineamento alle loro scadenze fiscali.
Il nuovo Comitato amministratore, nato dalle elezioni dello scorso febbraio, ha affrontato rapidamente le questioni connesse all’emergenza con delle riunioni in videoconferenza. A marzo, tra gli altri provvedimenti per fronteggiare l’emergenza, per superare la nuova scadenza regolamentare del 31 luglio è stata deliberata la proposta di concedere la facoltà di dilazionare il versamento dell’acconto 2020 fino a un anno e tre mesi dopo: al 31 ottobre 2021.
Anche queste proposta è stata deliberata all’unanimità: hanno votato sì i consiglieri giornalisti confermati dopo le elezioni (Macelloni, Gulletta, Chiarini, Ercole, Marciano e Raffa) e la consigliera neoeletta Stefania Di Mitrio. La proposta è stata ratificata dai ministeri vigilanti.

(*) Consiglieri del Comitato amministratore della Gestione separata

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 16 luglio 2020 da in Assostampa Regionali, Fnsi, Giornalisti, Inpgi, sindacato.

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