Sindacati Regionali di Stampa

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#ControCorrente per l’Inpgi/ Pillole 5 – La dismissione del patrimonio: le case sono la cassaforte di tutti noi e servono per pagare le pensioni

La sede Inpgi in via Nizza

La sede Inpgi in via Nizza

La procedura di vendita del patrimonio immobiliare è partita nel primo semestre del 2017. Il business plan prevede di vendere tra i 450 e i 650 milioni di patrimonio su 1,2 miliardi entro la metà del 2021.

Alla fine del 2019 sono stati effettuati 696 rogiti per un incasso totale di 283 milioni e sono state raccolte 776 proposte per un totale di 339 milioni (sono in corso in queste settimane rogiti relativi a 56 milioni). Oltre il 50 per cento di quanto messo in vendita quindi è stato venduto.

Per quanto riguarda il residenziale (ultimi dati aggiornati al 31 ottobre 2019) le proposte raccolte in totale sono state 754 per un totale di 303 milioni. Di queste 492 sono arrivate dagli inquilini (147 milioni) e 262 da soggetti terzi (156 milioni): i soggetti terzi hanno acquistato 134 unità libere (senza sconto) e 128 unità occupate (con lo stesso sconto riservato agli inquilini del 25%).

L’interesse da parte di soggetti terzi dimostra che i listini di vendita non sono completamente fuori mercato come si dice, altrimenti non si capisce per quale motivo chi ha a disposizione un intero mercato immobiliare abbia scelto di comprare proprio le case dell’Inpgi.

Da quando l’istituto è privatizzato (1995) il patrimonio è essenziale per garantire il pagamento delle prestazioni e la sostenibilità dei conti: non è assistenza o welfare a favore degli iscritti. Il patrimonio deve rendere il massimo possibile per garantire gli interessi previdenziali dei 60mila iscritti.

Veniamo ai numeri sugli inquilini. Ad oggi i contratti di affitto in essere in tutta italia sono 940. Gli inquilini giornalisti (attivi o pensionati) sono 332 in tutta Italia. A Roma abbiamo 132 inquilini negli stabili non in vendita e 149 negli stabili in vendita (sono coloro che hanno deciso di non comprare e hanno avuto il rinnovo del contratto per 8 anni).

Negli stabili in vendita gli affitti sono sempre bloccati per consentire all’ente di vendere gli immobili liberi a prezzo pieno senza sconto. In questo caso quindi non si può parlare di “sfittanza” ma di valorizzazione degli immobili in vendita. In futuro il comitato di gestione potrà decidere di riprendere gli affitti anche su quegli immobili. Gli appartamenti in immobili non in vendita sono in totale 496: quelli sfitti sono 91!

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 25 gennaio 2020 da in Assostampa Regionali, Elezioni, Fnsi, Giornalisti, Inpgi, sindacato con tag , , .

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