Sindacati Regionali di Stampa

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Crimi, il sottosegretario che voleva affossare il giornalismo è il nuovo “portavoce” del polo del rancore

Vito Crimi

Vito Crimi

La campagna elettorale dell’Inpgi è appena partita e i toni sono già grotteschi. A parte lo stupore di un ex sottosegretario all’editoria (Vito Crimi) che si presta ad essere il portavoce di quella parte di categoria, minoritaria, che non essendo mai riuscita a governare l’Inpgi cerca di affossarlo per poter ballare sulle sue macerie, stupiscono tanto di più i contenuti paradossali dell’intervista che Crimi ha rilasciato a Massimo Alberizzi, portabandiera di Senza Bavaglio e, per informazione del suddetto ex sottosegretario all’editoria, uno dei presunti pensionati d’oro additati come rovina dell’Istituto. Se venisse pubblicata una lista delle pensioni presunte  privilegiate, alla lettera A Crimi troverebbe Alberizzi.

E chi addita oggi presunte  “pensioni d’oro” , ieri sottosegretario all’Informazione, nulla ha fatto per aprire un negoziato che favorisse i diritti e i redditi dei giornalisti non contrattualizzati.

E veniamo alla trasparenza, altro tema tanto caro all’ex sottosegretario. L’Inpgi è una cassa previdenziale privatizzata sottoposta alla vigilanza dei ministeri del Lavoro e dell’Economia, che hanno rappresentanti nel cda e nel collegio sindacale dell’Istituto: in senso lato il Governo è tra gli amministratori dell’Inpgi. Lo è adesso e lo è stato anche quando lui era sottosegretario all’Editoria. Gli diamo una notizia: gli atti dell’Inpgi sono sottoposti ad otto livelli di controllo: collegio sindacale (dove siede il governo), società di revisione esterna, ministero del Lavoro, dell’Economia, presidenza del Consiglio, Corte dei Conti, Covip e Commissione bicamerale di controllo sugli enti. Tutti ciechi o complici?

Crimi si lamenta perché il componente del Cda Antonio Funiciello non  si è dimesso? Avrebbe dovuto chiedergli le dimissioni. Certo, è più semplice far finta di averle chieste in modo da poter continuare ad attaccare l’Inpgi da una parte e la Fnsi, il sindacato dei giornalisti, che durante la breve esperienza di Crimi all’editoria ha costantemente denunciato il tentativo messo in atto dal sottosegretario per disarticolare il mondo dell’ informazione libera e autorevole.

Noi continueremo a batterci per l’indipendenza dell’Inpgi dalla quale discende quella dell’intera categoria. Noi continueremo a mettere in campo ogni azione per salvare la nostra cassa previdenziale.

Se ne faccia una ragione chi per meri interessi personali e di potere vorrebbe vedere l’istituto commissariato e le pensioni, presenti e future, tagliate; o ancora peggio gli ammortizzatori sociali drasticamente ridotti lasciando senza risposte gli oltre 7 mila colleghi che ogni anno vi accedono.

Crimi oggi è sottosegretario all’Interno, ministero che come la maga Circe spesso trasforma i politici che lo frequentano: si occupano di molte cose sottraendo tempo alla cura della sicurezza dei cittadini.

#ControCorrente

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 9 gennaio 2020 da in Assostampa Regionali, Inpgi con tag , , .

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