Sindacati Regionali di Stampa

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Di Maio e le fake news su Radio Radicale

Luigi Di Maio

Luigi Di Maio

Non è bastato neanche il richiamo dell’Autorità per le Comunicazioni, che ha sottolineato il ruolo di servizio pubblico che Radio Radicale ha svolto negli ultimi quarant’anni, non è bastata la mobilitazione: i concetti di democrazia e di informazione sono troppo distanti dalla logica del vicepremier Luigi Di Maio e purtroppo da quella della maggior parte dei suoi follower su Facebook. Ecco, se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sull’opportunità di confrontarsi con chi, evidentemente, non vuole neanche sforzarsi di fare un passo verso i principi garantiti dalla Costituzione, la lettura di questo post potrà rivelarsi indubbiamente istruttiva.
“Oggi – scrive sulla sua pagina Facebook Luigi Di Maio – la maggioranza di governo si è spaccata, per la prima volta. È stato così, è inutile nasconderlo.
Si è spaccata su una proposta presentata dai renziani del Pd che prevede di regalare altri 3 milioni di euro di soldi pubblici, soldi delle vostre tasse, a Radio Radicale.
La Lega ha votato a favore (insieme a Forza Italia), con mia grande sorpresa. Il MoVimento 5 Stelle ha ovviamente votato contro!
Negli anni sono stati dati circa 250milioni di euro di soldi pubblici a Radio Radicale, che è una radio privata. Ripeto: 250 milioni di euro di soldi pubblici!!!
Eppure, non si sa come, Radio Radicale oggi dice che gliene servono altri.
In questi casi chi fa politica dovrebbe farsi alcune domande: dove sono finiti questi 250milioni? Che ci hanno fatto? Perché sono stati dati tutti questi soldi a un’azienda privata?
E invece no. Invece siamo arrivati al paradosso secondo cui, dopo aver stanziato nuovamente per il 2019 ben 9 milioni di euro (già questo per noi è assurdo), oggi il Pd ne ha persino chiesti altri 3 (4 milioni anche per il 2020).
E tutti i partiti, compresa la Lega, gli hanno detto di sì, hanno votato per regalare altri soldi delle vostre tasse a una radio privata.
Secondo noi è una cosa gravissima, di cui anche la Lega dovrà rispondere davanti ai cittadini. Sono franco: dovrà spiegare perché ha appoggiato questa indecente proposta del Pd!
Dopo di che si va avanti, perché siamo persone serie, ma è giusto che i cittadini sappiano che questo regalo a Radio radicale è contenuto nel Decreto Crescita. In questo decreto noi abbiamo previsto:
-circa 2 miliardi per le imprese
-la riduzione progressiva dell’Ires per le aziende e deducibilità dell’Imu sui capannoni (fino al 70%)
-incentivi fiscali per i ricercatori e i lavoratori che rientrano dall’estero
-agevolazioni per i condomini che sceglieranno di riqualificare dal punto di vista energetico il loro edificio.
E poi, cari cittadini, troverete anche 3 milioni di euro in più delle vostre tasse donati a Radio Radicale, una radio privata che ospita giornalisti con stipendi da capogiro di anche 100mila euro l’anno. Tutti pagati con i vostri e i nostri soldi, da sempre.
Il MoVimento 5 Stelle avrebbe voluto mettere fine a questa indecenza. I partiti si sono messi di traverso.
Ora avete tutte le informazioni del caso. Fatevi la vostra idea.
Un saluto a tutte le radio italiane che ogni giorno, con sacrifici e grandi difficoltà, si danno da fare – senza soldi pubblici – per offrire un servizio importante e pluralista all’Italia!”

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 13 giugno 2019 da in Assostampa Regionali, Fnsi, Giornalisti, Governo, sindacato con tag , , , .

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