Sindacati Regionali di Stampa

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Sciopero delle firme al quotidiano Libertà, solidarietà sempre più ampia

Libertà, pagine senza firme

Libertà, pagine senza firme

17 luglio 2018, terzo giorno di sciopero della firma al quotidiano Libertà.

Il 14 luglio è stato aperto uno stato di agitazione dei giornalisti e fotografi non-dipendenti al quotidiano Libertà indetto da Aser, Fnsi e dall’Assemblea dei giornalisti precari di Piacenza e Parma.
Da sabato, la solidarietà verso i giornalisti e le proteste nei confronti delle condizioni economiche e di lavoro dei giornalisti precari sono aumentate. Lo dicono, laicamente, i numeri.

Mentre i dati dovrebbero portare Editoriale Libertà spa e il vicepresidente del Gruppo Alessandro Miglioli verso più miti consigli e aprire immediatamente un tavolo di confronto sul merito dei problemi sollevati dal sindacato giornalisti, dalla proprietà, per ora, ancora nessuna notizia.

Il lavoro dei giornalisti precari “è essenziale per realizzare un giornale completo e di qualità”, come ha scritto il Cdr in un comunicato pubblicato oggi a pagina 13.
Ma finché questi giornalisti saranno pagati l’equivalente di due euro l’ora, come si fa?

I NUMERI di Libertà in edicola oggi, 17 luglio 2018.

Tra le 20 (venti) notizie pubblicate nelle pagine di cronaca della città (da pagina 10 alla 20) solo 2 articoli sono firmati per esteso. Due su venti.

Nemmeno 1 delle 21 notizie tra inchieste, servizi giornalistici e brevi delle pagine di provincia (Piacenza e Basso Lodigiano, da pagina 21 a pagina 28) appare con la firma per esteso del giornalista che l’ha trovata, verificata, scritta.
Oggi, nelle pagine (da pag 29 a 33) di cultura e spettacoli del quotidiano fondato da Ernesto Parti nel 1891, su 16 servizi giornalistici pubblicati nemmeno uno di questi riporta la firma del giornalista che l’ha scritto/a.
Nelle pagine di sprt che vanno dalla 36 alla 42, su 22 servizi pubblicati solo 6 sono gli articoli o le rubriche firmate.

Dopo il clima non certo disteso e sereno creato dal vicepresidente dell’editoriale, la protesta si è “allargata” a numerosi redattori che hanno pubblicato pagine intere di inchieste e hanno “firmato” il servizio con una sigla di due lettere in basso a destra. In basso a destra è punto meno visibile della pagina – agli antipodi degli editoriali che per visibilità si mettono sempre in alto a sinistra.

Il posto della firma di un giornalista è in calce o in fondo a ogni notizia: è una tutela per i cittadini, una questione di credibilità dell’informazione e una questione di dignità.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 17 luglio 2018 da in Assostampa Regionali, Editoria, Fnsi, Giornalisti, Quotidiani, Sciopero, sindacato con tag , , .

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