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Cumulo pensionistico: un’altra figuraccia nell’album di Ciccio Abruzzo

Chiarimenti sul cumulo pensionistico

Chiarimenti sul cumulo pensionistico

Nella sua crociata contro l’Inpgi e il gruppo dirigente, Franco Abruzzo ha rimediato un’altra figuraccia. Certo, non è una novità, ma questa ha dell’incredibile e perfino i talebani di Punto e a capo, un club di ipergarantiti con la pancia piena e la coscienza sporca, devono prenderne atto.
Convinto di essere il depositario della verità, il Verbo incarnato in materia pensionistica, una sorta di giureconsulto fatto in casa, Abruzzo ha scritto una lettera alla direttrice dell’Inpgi, Mimma Iorio, inoltrata a tutto il cda, in cui, fra il saccente e il sarcastico, lamentava la presenza sul sito Inpgi notizie di notizie false e fuorvianti.
“Gent.ma dott.ssa Iorio – ha scritto – nell’articolo di Inpginotizie (https://inpginotizie.it/index.php/2017/03/03/inpgi-cumulo-gratuito-dei-contributi-previdenziali-per-i-giornalisti-iscritti-ecco-come-funziona/) leggo: “Il cumulo dei contributi senza oneri, che inizialmente era previsto soltanto per le gestioni previdenziali che fanno capo all’Inps, ora vale per tutti. Con la nuova normativa chi maturerà i requisiti contributivi e anagrafici per la pensione di vecchiaia (attualmente 66 anni e 7 mesi) o di anzianità (attualmente 42 anni e 10 mesi di contributi – un anno in meno per le donne)….”. Quest’anno in verità la pensione di vecchiaia scatta a 66 anni e non a 66 anni + 7 mesi. Nel suo studio sulla riforma lei scrive che quest’anno la pensione di anzianità poggia su due numeri: 62 anni di età + 38 anni di contributi (in https://inpginotizie.it/index.php/2017/02/21/nota-tecnico-illustrativa-del-direttore-generale/). Come la mettiamo allora con la precedente contrastante versione (anzianità con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e un anno in meno per le donne)? Mi permetto di suggerirle di affidare il coordinamernto tecnico/scientifico del sito al collega Pierluigi Franz (io potrei essere il vice di Franz). Grazie per l’attenzione, Franco Abruzzo”.Convinto di aver fatto il botto, stava già festeggiando insieme con i sodali che, con lui, lavorano quotidianamente per distruggere l’Istituto di previdenza, nell’illusione che il passaggio all’Inps salverebbe le loro ricche pensioni retributive dal contributo di solidarietà di pochi euro mensili previsto dalla manovra approvata dai ministeri.
Invece, la risposta della dottoressa Iorio non si è fatta attendere ed ha fatto fare ad Abruzzo la figura dell’Azzeccagarbugli.
Caro dr. Abruzzo – scrive la direttrice dell’Inpgi – nel declinare gentilmente il suo aiuto per un coordinamento del sito dell’ente, mi preme innanzitutto tranquillizzare lei e i suoi innumerevoli lettori. Il sito dell’Inpgi non presenta affatto elementi di confusione ne’ notizie errate. L’articolo sul cumulo, da lei portato ad esempio, è corretto nei suoi contenuti. Probabilmente, le è sfuggito che, appunto, parlando di cumulo, l’articolo spiega che la norma contenuta nella legge di bilancio prevede che tutti gli enti previdenziali – compreso l’ inpgi – dovranno applicare i requisiti contributivi e anagrafici del sistema generale per poter accedere alla pensione attraverso il cumulo dei periodi contributivi maturati nelle diverse gestioni. I requisiti in esso riportati quindi sono esclusivamente quelli vigenti nel sistema generale e non quelli in vigore dal 21 febbraio ormai all’Inpgi“.
Una figuraccia memorabile. Persino la richiesta di una boccata di Ossigeno questa volta è impraticabile. Lui, il revisore che si veste da inquisitore, è però anche un grande incassatore. Come se niente fosse, ha subito diffuso la sua newsletter quotidiana. Alla luce di questa e altre figuracce che ne certificano l’inattendibilità, sorge spontanea una domanda: davvero c’è ancora qualcuno che crede a quello che scrive Abruzzo?

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Questa voce è stata pubblicata il 4 marzo 2017 da in Fnsi, Giornalisti, Inpgi, Pensioni, sindacato con tag , , , , , , .

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