Sindacati Regionali di Stampa

Il nuovo blog delle sindacaliste e dei sindacalisti delle Associazioni regionali di stampa della Fnsi

Paternoster: “In Fnsi uniti per realizzare un programma concreto e condiviso”

Serafino Paternoster

Serafino Paternoster

di Serafino Paternoster

La Federazione della stampa italiana, il sindacato dei giornalisti, è sempre stato un organismo unitario fin dalla sua nascita. Ma fin dalla sua nascita è sempre stato sottoposto a un dibattito interno che, in qualche occasione, ha conosciuto toni molto aspri rallentando ogni tentativo di modernizzazione. Il dibattito interno fa bene, così come è salutare il confronto fra le legittime diverse sensibilità. Ma quando la dialettica diventa scontro frontale allora si trasforma in un freno e chi ne va di mezzo sono i soggetti più deboli della categoria.
In un contesto come quello che stiamo vivendo, difficile per la crisi economica e per un mercato del lavoro sempre più asfittico, sempre meno inclusivo, è diventato indispensabile ritrovare le ragioni dello stare insieme. Per questo motivo ho aderito subito al documento del segretario, Raffaele Lorusso.
Il soggetto unitario dovrà assicurare la realizzazione di pochi, ma concreti punti programmatici partecipati e condivisi. A partire dalla costruzione di un nuovo contratto, più moderno e capace di guardare agli interessi dei più deboli, alle diverse sensibilità della categoria, alle diverse professioni che si affacciano fra di noi.
Credo che il nuovo soggetto unitario dovrà tenere soprattutto conto delle diverse generazioni che convivono nella nostra professione.
C’è una prima generazione, quella che è entrata molto presto nel mercato del lavoro ed è uscita molto presto. Forse troppo. È una generazione che non ha vissuto appieno la rivoluzione tecnologica della professione e, magari, ha fatto anche una certa resistenza ad accogliere gli stravolgimenti digitali. Eppure questa metà dei pensionati, oggi, ha un reddito annuo che va dai 60 mila euro in su calcolato sulla base del metodo retributivo
C’è una seconda generazione, diciamo così, della terra di mezzo, che è entrata tardi nel mercato del lavoro e uscirà tardi. Forse troppo. Uscirà con un calcolo della pensione basato sul metodo contributivo. Questo significa che la pensione sarà molto al di sotto di quella percepita mediamente dalla prima generazione. Ma almeno una pensione la dovrebbe avere. Sono quarantenni e cinquantenni che hanno vissuto attivamente il passaggio dalla fase analogica a quella digitale e che hanno spesso accolto favorevolmente nuove competenze, anche se spesso in condizioni molto difficili.
C’è una terza generazione che, invece, è completamente digitale, che si affaccia alla professione ricoprendo mansioni mai conosciute prima e che spesso è costretta a muoversi al di fuori di ogni regola contrattuale. È una generazione che conosce molto bene la tecnologia, che si muove con disinvoltura su tutti i canali della comunicazione, ma che spesso sottovaluta, forse inconsapevolmente, le regole ed i valori basilari della professione giornalistica (dalla verifica delle fonti ad aspetti più strettamente deontologici, dal confine fra pubblicità e cronaca a quello fra notizia e commento, etc). Quest’ultima generazione è l’anello più debole della catena perché spesso sottopagata, perché scarsamente riconosciuta dal nostro contratto, perché neanche iscritta all’Inpgi e quindi senza neanche la prospettiva di una pensione.
Credo che il nuovo soggetto unitario nato in queste ore debba tenere conto di queste tre generazioni che ovviamente non sono così definite come ho provato a rappresentare. Anzi, deve provare a farle dialogare fra di loro per evitare il rischio di un conflitto che determinerebbe una implosione del sistema con effetti devastanti per la intera categoria. Deve essere un dialogo aperto e solidale, capace di mettere a confronto esperienze e competenze senza rinunciare a dare un contributo, ciascuno per le proprie possibilità, alla sopravvivenza della categoria.
In questo modo, a mio avviso, si metterebbero le basi per un nuovo modello di welfare aperto, inclusivo, solidale, condiviso e partecipativo.
Con questo auspicio e pienamente convinto ho aderito al documento.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 10 novembre 2016 da in Assostampa Regionali, Fnsi, Giornalisti, sindacato con tag , , , , .

Informativa sui cookies

La piattaforma Wordpress utilizza i cookies. Questo blog, indipendentemente dalla volontà di chi lo aggiorna, rientra di conseguenza nella normativa in materia. Per ottemperare agli obblighi di legge sull'uso dei cookies, Wordpress consiglia di inserire nel blog un widget di testo - come questo - con un link alla Privacy Policy della piattaforma nella quale sono contenute le informazioni sui cookies utilizzati. Ad ogni modo, ricorda ancora Wordpress, è sempre possibile rifiutare i cookies modificando le impostazioni del browser. Proseguendo con la consultazione del blog si accetta l’utilizzo dei cookie.
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: