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Antennatre, finita l’era Panto. Tutto in mano al curatore fallimentare

Antennatre chiude con Panto

Antennatre chiude con Panto

Antennatre non è più di Thomas Panto. Oggi è stata resa pubblica la sentenza con cui il Tribunale di Treviso decreta, insieme al fallimento, la continuità aziendale tramite l’esercizio provvisorio e quindi la possibilità di procedere con un nuovo bando di vendita. La tv non si spegne ed è importante che rimanga accesa. Lo ha ribadito più volte il dottor Roberto Cortellazzo Wiel, fino a ieri commissario, ora nominato curatore che di fatto subentra in tutto e per tutto al vecchio proprietario. “Chiedo – ha detto nell’incontro con i lavoratori e con il Sindacato giornalisti Veneto e il Sindacato lavoratori Comunicazione /Cgil Treviso – la collaborazione di tutti i soggetti interessati, dipendenti in primis, per gestire Antennatre in questo ultimo difficile passaggio che dovrebbe concludersi con la vendita. Occorre la massima trasparenza e la massima fiducia, perché operare all’interno di un esercizio provvisorio non è semplice. Una procedura di questo tipo non è frequente, anzi. Basti ricordare che questa è la terza che il Tribunale di Treviso concede in 10 anni”.

Sgv e Slc/Cgil Treviso hanno chiesto sia di velocizzare l’iter che il massimo impegno per garantire il pagamento degli stipendi ai 54 dipendenti che, nonostante le difficoltà economiche dovute a circa sette mensilità arretrate, non si sono sottratti di fronte all’ennesima richiesta di assunzione di responsabilità.

Fra gli altri aspetti al curatore è stato chiesto anche di chiarire e accertare i rapporti in essere fra Antennatre e il Consorzio, cui l’emittente aderisce con TvA Vicenza e Telenuovo.

Cortellazzo ha quindi voluto incontrare subito il direttore responsabile, Tiziana Bolognani, e i responsabili tecnico e amministrativo per avere un quadro di sintesi per essere operativo nel più breve tempo possibile.

Questa settimana verrà pubblicato il nuovo bando di vendita: nella migliore delle ipotesi la procedura durerà circa 25 giorni, nella peggiore 40, spostando l’aggiudicazione ai primi di dicembre, la quale è condizionata all’accordo sindacale anche per quanto riguarda i lavoratori che purtroppo non si vedranno ricollocati.

Allo stato attuale, come precisato dallo stesso Cortellazzo, l’unico interlocutore al riguardo è stata Rete Veneta che nell’offerta depositata una decina di giorni fa ha riconfermato le 35 assunzioni, riallineando il prezzo a quello fissato nel bando iniziale.

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