Sindacati Regionali di Stampa

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Cessione quotidiani Finegil: preoccupazione del Sgv. Chiesta chiarezza al gruppo L’Espresso

Il Sindacato giornalisti Veneto chiede chiarezza sulle cessioni dei giornali del gruppo L'Espresso

Il Sindacato giornalisti Veneto chiede chiarezza sulle cessioni dei giornali del gruppo L’Espresso

Non possono essere i giornali locali i soli a pagare il “pegno” della fusione Itedi-L’Espresso. Non dopo l’ammissione della stessa azienda che ha comunicato che, per la maggior parte, sono gli unici a guadagnare. La Giunta del Sindacato regionale giornalisti del Veneto, riunitasi oggi a Venezia, esprime fortissima preoccupazione per quanto sta avvenendo nel Gruppo Espresso, dopo l’apertura dei tavoli di trattativa per la cessione di cinque quotidiani Finegil, La Città di Salerno, il Centro di Pescara, La Nuova Sardegna di Sassari, l’Alto Adige di Bolzano e il Trentino di Trento. “In particolare, – si legge in una nota – le vicende collegate alla cessione della Città, con l’aggressione fisica da parte di uno dei futuri acquirenti nei confronti di due giornalisti di “Metropolis” e minacce a cronisti della stessa La Città, oggetto della denuncia della Federazione nazionale della Stampa e di unanimi prese di posizione del Sindacato giornalisti della Campania e dell’Ordine dei giornalisti, delineano uno scenario inquietante. L’invito ai vertici del Gruppo Espresso di rivedere le modalità della vendita della testata salernitana si aggiunge alla richiesta già formulata in tal senso dal Coordinamento dei Cdr dei quotidiani Finegil, compresi quelli de il Mattino di Padova, la Nuova Venezia-Mestre, La Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi.

Solidarietà va espressa anche ai colleghi del Centro, che si sono visti ridurre da 30 a 27 i giornalisti con contratto a tempo indeterminato in organico al momento di definire la vendita del quotidiano ai nuovi proprietari. L’organico effettivo conta su tre giornalisti in più con contratto a tempo determinato, il cui rapporto invece verrà fatto decadere a fine 2016. Chi subentrerà al Gruppo, sin dal primo confronto, parla di 27 giornalisti, non di 30. Dunque, si confondono le carte in tavola.

I giornalisti Finegil sono giustamente impegnati nella salvaguardia dei loro posti di lavoro, messi pesantemente in discussione nell’ambito della fusione tra il Gruppo Espresso e il Gruppo Itedi, che edita La Stampa e il Secolo XIX, prevista entro marzo 2017, a maggior ragione dopo che l’a.d. Monica Mondardini ha comunicato al Cdr di Repubblica che i giornali locali, insieme alle radio, sono gli unici a guadagnare. Che siano loro a pagare gli effetti della fusione tra i due Gruppi editoriali appare quantomeno singolare e criticabile sotto il profilo della logica imprenditoriale”.

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