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Mattia Motta: “Sul contratto la Commissione lavoro autonomo farà la sua parte”

Mattia Motta

Mattia Motta

«Soddisfazione» per l’avanzamento della discussione sul lavoro non dipendente, Mattia Motta, presidente della Commissione lavoro autonomo, valuta positivamente le possibilità offerte dal rinnovo contrattuale per arrivare a un sistema che includa, nei diritti e nelle tutele, anche quella ampia fascia della professione che oggi non è coperta da un contratto di lavoro. C’è «un dibattito di cui fanno parte integrante analisi e proposte della Commissione lavoro autonomo. – afferma Motta – Che, in questo contesto, farà la sua parte per sostenere i troppi giornalisti senza tutele, ma centrali nella produzione dell’informazione italiana». Inclusione contrattuale dei non dipendenti, la loro rappresentanza e agibilità sindacale, accesso al welfare di categoria, passaggio dei co.co.co. all’Inpgi1, parametri equi per il pagamento dei servizi giornalistici. Sono alcuni dei punti salienti dell’ultimo documento approvato dalla Commissione nazionale lavoro autonomo della Fnsi con le proposte per la nuova piattaforma contrattuale e per le iniziative del sindacato unitario dei giornalisti. Il documento è stato presentato nei giorni scorsi alla Segreteria e alla Giunta Fnsi, entrando così nel dibattito in corso nella categoria e vedendo alcuni suoi punti inseriti nei documenti di lavoro della Federazione in vista della trattativa per il rinnovo del contratto con gli editori e nell’interlocuzione con il governo. A darne notizia con Mattia Motta, è il coordinatore della Clan, Maurizio Bekar.

Tra le proposte condivise dalla segreteria Fnsi, di cui Motta è componente, ci sono quella di «finalizzare l’intesa con gli editori per l’iscrizione alla Casagit dei collaboratori con un reddito superiore ai 3mila euro, l’introduzione del preavviso di interruzione collaborazione (come del resto si sta profilando nel disegno di legge sullo “smart working”) e il passaggio dei co.co.co. all’Inpgi1, che porterebbero un miglioramento delle condizioni di lavoro». «Ma bisogna anche ottenere – proseguono Motta e Bekar – la stabilizzazione dei collaboratori strategici per la produzione editoriale, e l’applicazione di un equo compenso giornalistico, senza le quali le altre tutele ipotizzate avrebbero un peso molto più limitato. È quindi importante che il confronto di merito sul lavoro non dipendente prosegua e che trovi sbocchi concreti anche nella Conferenza di organizzazione sul lavoro autonomo prevista in autunno, e nel Congresso di riforma statutaria della Fnsi. Due appuntamenti importanti, anche per fissare obiettivi e risposte a questa fascia oramai maggioritaria della categoria».

fonte: www.fnsi.it

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