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Potere ai pensionati. Elezioni Inpgi: il voto e il dopo

Guido Bossa

Guido Bossa

di GUIDO BOSSA*

L’appuntamento del 16 febbraio per la sessione straordinaria del Consiglio nazionale della nostra Unione coincide con la fase più calda della campagna elettorale per il rinnovo degli organi di amministrazione dell’Inpgi, e ci consente – direi meglio ci obbliga – a guardare all’immediato futuro, al dopo elezioni, quando entreranno in carica i nuovi amministratori scelti dalle colleghe e dai colleghi che spero avranno votato in numero adeguato a conferire piena legittimità agli eletti. Il dibattito che mi auguro vivace ma anche costruttivo fra i candidati che abbiamo invitato nella sala Walter Tobagi della Fnsi, consentirà a tutti di esporre le proprie convinzioni e a determinare i propri orientamenti alla vigilia di un voto cruciale per la nostra categoria. Le adesioni che sono pervenute fanno ben sperare circa il successo dell’iniziativa. Mi auguro che nessuno ceda alla tentazione di strumentalizzare a fini di parte una proposta di dialogo aperta a tutti: vedo con piacere che altri gruppi organizzati,che si presentano come tali alle elezioni, hanno in programma confronti pubblici fra i candidati delle diverse componenti, e dunque rivendico con orgoglio, a merito della Unione pensionati, di avere aperto una strada già dal nostro Consiglio nazionale del 14 dicembre scorso. La ricca partecipazione alla Tribuna elettorale, con i contributi che ci sono pervenuti e che abbiamo pubblicato, è la riprova della opportunità di una iniziativa che ora giunge alla sua naturale conclusione. Degli interventi che ascolteremo martedì 16 daremo ampio resoconto in modo che tutti i nostri iscritti ne possano prendere visione prima dell’apertura dei seggi. Intanto la tribuna elettorale resta aperta, e lo sarà anche nei giorni del voto. Voglio rimarcare un aspetto che ritengo positivo della campagna elettorale che si è svolta nei toni accesi che abbiamo visto nelle scorse settimane: dietro il confronto anche aspro (non sono mancati i colpi bassi) ho letto la passione per la partita in gioco, l’interesse comune per la salvaguardia dell’Inpgi, che è il nostro futuro. Questa passione deve restare anche da domani in poi, quando verrà il momento, dopo il voto, di deporre le armi della dialettica per impugnare quelle della consapevolezza, della convinzione e del dialogo fra noi e con i colleghi che sono andati ai seggi rispondendo ad un appello alla partecipazione responsabile.
La polemica è il sale della democrazia; alcuni eccessi della campagna elettorale si spiegano con la gravità della situazione, e mi auguro che abbiano contribuito a diffondere la consapevolezza della serietà dei problemi. Ma ora conviene guardare avanti, contando sulla buona fede di tutti e sulla comune volontà di dare una mano. Al di là delle legittime ambizioni dei candidati, il dopo elezioni sarà una prova da affrontare insieme, altrimenti saranno altri a decidere per noi. Sulle spalle dei colleghi che verranno eletti peserà la responsabilità, che è determinata dalla gravità della crisi del settore editoriale e dalla necessità di completare la riforma della previdenza che, avviata dal Consiglio di amministrazione uscente, è stata l’oggetto più conteso nella campagna elettorale.
Ritengo di poter dire che l’Unione pensionati abbia in questa circostanza dato prova di maturità, partecipando responsabilmente al confronto elettorale. E’ un contributo da non disperdere, del quale sono grato all’impegno del Comitato esecutivo e del Consiglio nazionale che hanno preparato questo incontro. Anche fra noi pensionati ci sono stati dibattiti appassionati. Proporrò al Consiglio nazionale dell’Unione pensionati di organizzare una iniziativa allargata, con questo formato, almeno una volta l’anno, nel rispetto delle prerogative degli organi statutari dell’Unione, ma con l’obiettivo di allargare la partecipazione e di stimolare momenti di confronto anche nei gruppi regionali. Qualcuna è già in cantiere, a Milano per esempio. Fra i temi che dovremmo affrontare c’è sicuramente quello del trattamento fiscale dei nostri redditi da pensione che, caso quasi unico in Europa, è esattamente uguale a quello dei redditi da lavoro, mentre, trattandosi di salario differito, è stato già tassato una volta all’origine. Per questo motivo, in numerosi paesi europei, compresa la virtuosa Germania, le pensioni non vengono tassate affatto o sono sottoposte ad aliquote bassissime. L’Unione pensionati ha già sollevato questo problema con un documento approvato all’unanimità il 5 dicembre del 2013, nel quale si chiedeva alla Federazione della di alzare la voce insieme a noi per porre la questione all’attenzione del governo e del parlamento. Ci fu risposto, allora, che quella che noi sollecitavamo non poteva essere assunta come una priorità del sindacato, perché altre erano le esigenze pressanti del momento, tutte legittime, ne conveniamo. Il tema è stato poi riproposto al congresso di Chianciano, un anno fa; ed ora riteniamo che la mutata situazione sociale e economica del paese imponga a tutti di penderlo in seria considerazione, naturalmente tessendo le alleanze che ci possano consentire di ottenere risultati. I nostri primi interlocutori sono il nostro sindacato e l’Inpgi. Sarà questo il nostro comune impegno nei prossimi mesi.

*Presidente Unione nazionale giornalisti pensionati

 

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 14 febbraio 2016 da in Assostampa Regionali, Elezioni, Fnsi, Giornalisti, Inpgi, Pensioni con tag , , , , , , .

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