Sindacati Regionali di Stampa

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La previdenza per una professione che cambia: “L’Inpgi siamo noi – Roma”, programma e candidati

Giornalisti: elezioni all'Inpgi

Giornalisti: elezioni all’Inpgi

“L’Inpgi siamo noi – Roma” presenta con un documento programma e candidati alle elezioni per il prossimo rinnovo degli organismi dell’Inpgi. Ecco le proposte nel dettaglio.

L’autonomia dell’Inpgi è l’autonomia della professione

Rivendichiamo nelle sue linee guida la riforma dell’Inpgi approvata lo scorso luglio con i voti di “L’Inpgi siamo noi”, ovvero la maggioranza che è stata al governo dell’Istituto, perché garantisce – insieme alla tenuta prospettica dei conti – un welfare avanzato per le giornaliste e i giornalisti, la certezza per i più giovani di una pensione futura che sarà comunque superiore del 30% rispetto a quella che (a parità di condizioni e di versamenti) eroga l’Inps, la garanzia di tutele economiche per la disoccupazione, la cassa integrazione, la solidarietà, di gran lunga maggiori rispetto a quelle pubbliche. I sacrifici che tutti siamo chiamati a sostenere servono a garanzia di un welfare che non possiamo disperdere, per riaffermare l’autonomia dei giornalisti e del nostro Istituto di previdenza attraverso un forte sistema solidaristico.

Il mercato del lavoro

Nella crisi generale del Paese anche il risanamento dell’Inpgi passa, ovviamente, dalla ripresa del mercato del lavoro: solo nuove buone assunzioni, regolari e a tempo indeterminato, possono garantire diritti a giovani colleghe e colleghi e una base contributiva più vasta in grado di garantire il futuro dei conti. L’Inpgi deve anche affrontare la profonda trasformazione in atto che sposta il rapporto ed i dialogo con i lavoratori fuori dai tradizionali luoghi di lavoro e, quindi, fuori anche dalle forme tradizionali di organizzazione del lavoro. Già oggi nuove assunzioni e regolarizzazioni possono essere facilitate dall’Inpgi attraverso gli sgravi contributivi e una azione di monitoraggio sulla correttezza dei versamenti previdenziali dei colleghi degli Uffici stampa: è quello che come Amministratori abbiamo fatto in questi anni, con 700 nuove “buone” assunzioni solo negli ultimi mesi (grazie all’aggancio con gli sgravi contributivi Inps) e con il recupero contributivo per centinaia di altri colleghi. E’ una strada da continuare a percorrere con sempre maggiore vigore nei mesi che verranno, anche attraverso contatti diretti con Confindustria oltre che con le organizzazioni degli editori. Ma ci sono altri interventi urgenti e indifferibili, da realizzare sostenendo l’azione sindacale: la trasformazione contrattuale dei co.co.co, per dare loro nuovi e più forti diritti, e l’avvio di una contrattualizzazione per le centinaia di giovani che fanno informazione sul web. Queste, nella trasformazione del mondo dell’informazione, possono essere chiavi per il futuro. Il progressivo allargamento della fascia dei diritti costituisce infatti garanzia di libertà ed autonomia nell’esercizio dell’informazione e garanzia altresì di vita e crescita dell’Inpgi, ma va contrastato allo stesso tempo in maniera netta il trasferimento del rischio d’impresa dalle aziende al lavoratore, che attacca pesantemente i conti degli istituti di categoria, in primis dell’Inpgi.

Regole nuove

All’Inpgi sono necessarie nuove regole, un nuovo Statuto per rimodernare un sistema di rappresentanza non più al passo con i tempi. Non servono più organismi pletorici e inutilmente costosi, sistemi elettorali baroccamente complessi (e altrettanto costosi), è invece necessario che la struttura di governo dell’Istituto rappresenti sempre più il nostro mondo, uomini e donne, per dare risposte alle reali esigenze di di welfare della categoria. Se nell’anno 2016 è inaccettabile che possano continuare a persistere nel concreto differenze di trattamento salariale tra uomini e donne, come continuano a testimoniare i dati contributivi Inpgi, è necessario indicare, già dall’interno dell’Istituto, un reale equilibrio di genere nelle proprie politiche e nella capacità di rappresentare le colleghe negli organi dirigenti.

Le case

Il nuovo Consiglio dell’Inpgi dovrà varare il piano di vendita di una parte del patrimonio immobiliare, come la legge impone. Come amministratori abbiamo fin qui dettato soltanto norme di salvaguardia per i colleghi socialmente più in difficoltà (per ragioni economiche, di età e per portatori di handicap), ora è necessario varare un piano di dismissione che non svalorizzi il nostro patrimonio e che insieme consenta giuste facilitazioni per quei colleghi che intendono acquistare la casa in cui abitano. Un passaggio delicato ma di grande rilievo per la vita dell’Istituto, che deve garantire la liquidità necessaria al difficile momento economico ma soprattutto una ridistribuzione del patrimonio – cioè dei soldi dei giornalisti italiani – per la sua massima valorizzazione.

Meno tasse sul risparmio previdenziale

La legislazione italiana, rispetto a quella degli altri Paesi europei, è particolarmente vessatoria nei confronti del risparmio previdenziale delle Casse autonome: i nostri contributi subiscono ripetute tassazioni, il patrimonio – frutto di quei contributi – è soggetto alle stesse percentuali di prelievo fiscale di quello di una qualunque azienda destinata a fare profitti. Le pensioni, pertanto, sono più basse di quello che potrebbero essere e i conti dell’Istituto più faticosi. E’ necessario su questo proseguire – di concerto con le altre Casse di previdenza privatizzate – il confronto già avviato con il Governo, con il Parlamento, per una legislazione più giusta. E’ necessario, in mancanza di interventi favorevoli, richiedere un intervento europeo visto soprattutto l’impulso dato dalla Commissione europea alla liberalizzazione delle professioni.

Pensioni più eque

I giornalisti pensionati sono stati in larga parte penalizzati negli ultimi anni dal blocco della perequazione dei trattamenti in relazione all’aumento del costo della vita. E’ necessario assumere tra le priorità la definizione di trattamenti equi e non punitivi in ambito previdenziale anche attraverso lo strumento di aliquote fiscali agevolate per questo tipo di redditi come avviene in numerosi paesi europei. L’iniziativa prevista dal contratto sin dal 2008 di istituzione del Fondo di perequazione va rafforzata, confermando la capacità di solidarietà della categoria, ma questo non risolve la questione e non esonera quindi la responsabilità di intervento dello Stato.

Senza Inpgi niente ex-fissa

L’Inpgi deve continuare a garantire l’erogazione del prestito a Fnsi e Fieg, responsabili degli accordi contrattuali, per l’indennità ex-fissa nelle forme concordate.

Trasparenza e comunicazione

Il rapporto tra i colleghi e l’Ente deve essere più diretto ed interattivo, anche attraverso la piattaforma web. Le soluzioni si possono trovare nelle idee di tutti, nello scambio di informazioni. La conoscenza a proposito del nostro Ente di previdenza è piuttosto superficiale tra gli iscritti. Informare, informarci, sapere quello che succede alle colleghe e ai colleghi in tutta Italia, sicuramente aiuta a trovare soluzioni. Così come è fondamentale per tutti quei colleghi che lavorano autonomamente e che sono fuori da luoghi di lavoro condivisi avere un luogo – quantunque virtuale – di incontro con le esperienze degli altri. Di tutti.

I nostri candidati

Su questo programma chiediamo il tuo voto per le colleghe e i colleghi di Roma: Silvia Garambois, Mauro Lozzi, Antonella Marrone, Vincenzo Piegari, Giovanni Battista Todini, detto Gianni

Come l’”Inpgi siamo noi – Roma” sosteniamo inoltre, per il collegio dei sindaci: Guido Bossa, Savino Cutro, Elio Silva, Giuseppe Mazzarino.
Per le colleghe e i colleghi che votano anche per i rappresentanti del Comitato amministratore della gestione separata i seguenti candidati: Nicola Chiarini, Stefania Di Mitrio, Massimo Marciano. Per il sindaco della gestione separata: Stefano Gallizzi.

Sosteniamo inoltre i candidati pensionati: Guido Bossa, Marina Cosi, Enrico Ferri de Lazara, Giuseppe Gulletta, Giovanni Negri, Paolo Serventi Longhi, Lucia Visca, Marcello Zinola.

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