Sindacati Regionali di Stampa

Il nuovo blog delle sindacaliste e dei sindacalisti delle Associazioni regionali di stampa della Fnsi

L’Inpgi siamo noi: un decalogo dei candidati pensionati per un istituto forte, sano, credibile

 

Rinnovo degli organismi dell'Inpgi

Rinnovo degli organismi dell’Inpgi

I giornalisti della lista “L’Inpgi siamo noi”, che fanno riferimento all’attuale maggioranza, hanno diffuso un documento programmatico che vi proponiamo per una riflessione. Un quadro sereno della situazione e dieci punti, fondamentali, su cui lavorare nei prossimi anni.

I giornalisti pensionati sono 8.700, tra pensioni dirette e di reversibilità, e hanno percepito nel 2015 dall’Istituto di Previdenza assegni per un ammontare complessivo di 461 milioni di euro. Una cifra considerevole corrispondente a quanto dovuto dall’Inpgi in base alle leggi e ai regolamenti sulla contribuzione e sulle prestazioni. L’Inpgi non rischia di morire: è un Istituto sano che deve essere messo nella condizione di continuare ad erogare prestazioni superiori di circa il 30 per cento a quelle erogate dall’Inps. E affermare che l’Istituto possa essere cancellato dalla faccia della terra e le prestazioni garantite dallo stesso Inps è assolutamente irrealistico e irresponsabile. Significherebbe distruggere l’autonomia previdenziale dei giornalisti e, di conseguenza, l’intero sistema di tutele e protezioni dei giornalisti italiani. Le colleghe e i colleghi pensionati dell’”Inpgi siamo noi” ritengono che i prossimi nuovi amministratori abbiano il compito di proseguire nella difesa ad oltranza delle regole previdenziali autonome di tutti i giornalisti, assicurando che le scelte, difficili e talvolta dolorose, degli ultimi Consigli di amministrazione vengano realizzate e, se necessario, aggiornate. Ciò non sarà facile tenendo presente che negli ultimi 5 anni si sono persi 3000 posti di lavoro solo parzialmente compensati dalle 500 richieste di nuove assunzioni entro il dicembre 2015 grazie agli sgravi contributivi. Ma il rapporto tra attivi e pensionati è oggi 1,9 attivi per ogni pensionato, un rapporto che va peggiorando.
In particolare, occorre garantire:
1) Che tutti gli organismi della categoria, Inpgi, Casagit, Fnsi, Ordine, Fondo, insieme all’Unione dei giornalisti pensionati Ungp, facciano fronte comune per indurre le Istituzioni e le controparti ad una politica occupazionale che rilanci il giornalismo attivo e quindi le contribuzioni.
2) Che si possa garantire il puntuale pagamento delle pensioni e che sia assicurato un reddito congruo tenendo conto comunque che il reddito dei giornalisti pensionati ha tenuto nel tempo più degli stipendi degli attivi.
3) Che le successive manovre attuate dall’Inpgi dal 1998 in poi per contenere i costi di tutte le prestazioni continuino ad essere efficaci e consentano di difendere la specificità professionale della categoria.
4) Che Fnsi e Inpgi possano attuare, d’intesa con altre forze sociali, iniziative presso le istituzioni per sostenere la necessità di una effettiva perequazione e di un diverso regime fiscale, considerato che le pensioni di tutti i lavoratori, eccetto quelli con le pensioni più basse, sono bloccate dal 2004. Il contributo, del resto, è straordinario e temporaneo. Non si tratta quindi di un attacco ai diritti acquisiti proprio per il suo carattere di eccezionalità.
5) Che il contributo di solidarietà a cui i pensionati sono chiamati, si mantenga sugli attuali ragionevoli livelli: 22 euro netti al mese in meno per i redditi fino a 90.000 euro l’anno e 68 euro netti per i redditi tra i 90 e i 130.000 euro l’anno. Considerando che agli attivi è stato chiesto lo stesso sacrificio..
6) Che il piccolo contributo derivante dal fondino versato dagli attivi (5 euro al mese) possa essere anche nei prossimi anni destinato a sostenere almeno le pensioni più basse di pensionati diretti o indiretti, che restano del tutto insufficienti nonostante la parziale perequazione del sistema generale.
7) Che l’intera struttura dell’Istituto continui a garantire agli iscritti, con efficienza e dedizione, assistenza, consulenza e appoggio. Tenendo presente che va sottolineato lo sforzo del personale i cui costi negli ultimi anni si sono ridotti. .
8) Che i costi degli amministratori siano ridotti nel senso delle decisioni assunte dal Consiglio Generale, evitando la demagogia di chi sostiene che il lavoro e la responsabilità non debbano essere compensati.
9) Che il piano di dismissione degli immobili, parziale e diluito nel tempo, previsto dagli indirizzi legislativi e reso necessario dalle esigenze di liquidità dell’Istituto, sia elaborato tenendo conto dell’impatto sociale. In particolare occorrerà tutelare le colleghe e i colleghi che occupano una casa locata dall’Inpgi, con particolare attenzione alle situazioni di maggiore difficoltà e alle famiglie con disabili.
10) Che l’Inpgi continui a rendere operativa la soluzione che consente il pagamento, sia pure nella forma rateale concordata da Fieg e Fnsi, del fondo della cosiddetta ex fissa. Un fondo previsto dal contratto – peraltro gestito dall’Istituto per conto delle parti sociali – e poi andato in default per la riduzione dei versamenti degli editori e per l’aumento esponenziale dei pensionati. L’Inpgi ha deliberato un prestito per garantire il rispetto degli impegni delle parti ed ha dovuto subire ricorsi in sede giudiziaria, tutti (tranne uno) respinti. Su queste basi, con queste proposte “Inpgi siamo noi” si rivolge alle colleghe e ai colleghi che eserciteranno il diritto di voto a fine febbraio (via web dal 22 al 24 e fisicamente nel seggio elettorale sabato 27 e domenica 28, ore 10/20). Perché assieme a voi crediamo che l’Istituto debba essere rafforzato e non delegittimato come qualcuno fa, rivolgendosi persino ai ministeri vigilanti e al Parlamento. Un motivo ulteriore per scegliere “Inpgi siamo noi” e votarne i candidati pensionati sino ad un massimo di sette nomi.
Bossa Guido
Cosi Marina
Ferri  de Lazara Enrico
Gulletta Giuseppe
Negri Giovanni
Serventi Longhi Paolo
Visca Lucia
Zinola Marcello.

Per il collegio dei sindaci “Inpgi siamo noi” sostiene i seguenti candidati:
Bossa Guido
Cutro Savino
Silva Elio
Mazzarino Giuseppe.

Per le colleghe e i colleghi elettori anche per i rappresentanti del comitato amministratore della gestione separata i seguenti candidati:
Chiarini Nicola
Di Mitrio Stefania
Marciano Massimo.

Per il sindaco della gestione separata:
Gallizzi Stefano.

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