Sindacati Regionali di Stampa

Il nuovo blog delle sindacaliste e dei sindacalisti delle Associazioni regionali di stampa della Fnsi

La versione di Fred: No Potho Reposare

Franco Siddi

Franco Siddi

di Fred Stand

Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro di Franco Siddi. Tutte le potenze dell’Unione Sarda, de La Nuova Sardegna, del Gazzettino Sardo si alleano per una santa caccia spietata a questo spettro. Prima della pensione Inpgi i suoi editori contribuenti vogliono che faccia, per intero, almeno un mese di lavoro. Ma nessun padrone riuscirà a trasformare il lavoro di Siddi in capitale, perché Siddi non lavorerà mai più. Siddi siede solamente a scranna: dopo aver sigillato 7 anni di esemplare incompiutezza a Corso Vittorio si è già infrascato nel Cda della Rai, in Confindustria, nel consiglio della Federazione Nazionale della Stampa e grazie al suo aplomb sardo-scandinavo (oltre che alla perfetta padronanza delle lingue estere) è stato nominato rappresentante europeo dei giornalisti. Il suo motto è “No Potho Reposare” perciò, avendo la comune matrice di Samassi, Siddi dirigerà anche l’azienda farmaceutica del compaesano Pasquale Falqui (quello dei confetti) e ogni lettore si immagini gli effetti. A quei maldicenti che lo accusano di avere troppi incarichi, Siddi risponde in sardo: Chentus concas, chentus berrittas, Cento teste, cento copricapi (cioè ho cento teste, merito cento incarichi). Infatti Siddi non ha mai avuto un unico modo di pensare, lui punta sulla diversificazione: C’è il rinnovo del contratto giornalistico? La pensa esattamente come gli editori. Sta nel consiglio di amministrazione della Rai? Comprende immediatamente l’importanza dei tagli aziendali. Partecipa al consiglio della Fnsi? Esprime tutto il dolore per i licenziamenti e prepensionamenti dei colleghi. E quando diventerà il presidente di Confindustria Rai-Tv? Allora sarà necessario privatizzare la Rai. Nel frattempo Siddi (tutto spesato) va in giro per l’Europa a evangelizzare i giornalisti stranieri e parlando il suo famoso Siddish (un linguaggio cabalistico circonfuso di mistero) spiega (ma pochi lo capiscono) che lui combatte i parassiti e lotta per la coerenza e la verità (altrui). Ora, senza voler comprimere la sua eccellente scalata al regno del Nulla, c’è un reale problema di conflitto di interesse: Siddi può rappresentare sindacalmente i giornalisti Rai, essendo amministratore della Rai? (È come mettere all’ufficio passaporti il capo degli scafisti libici). E quando in Confindustria altri batteranno i pugni per dare alle emittenti private le frequenze digitali o una parte del canone televisivo, cosa si sentirà dire il presidente compiacente: sta zitto e pensa agli “Affari tuoi”?  Siddi appartiene alla vecchia guardia dei reggenti oppiacei. Dove non c’è da cambiare niente nominano lui, il teorico del pacta sunt serranda.
Ma è tempo di cambiare. Caro Franco, forse è meglio se nel sindacato lasci il tuo posto ad un precario. Altrimenti che succederà? A mezzogiorno mangerai agnello coi carciofi in compagnia di Cerasi e Tartaglia e nel pomeriggio farai fare l’anticamera a Di Trapani e Lorusso?

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