Sindacati Regionali di Stampa

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Contributo straordinario sulle pensioni: parlano i numeri

L'Inpgi verso la riforma

L’Inpgi verso la riforma

A volte le parole servono a poco. Anche per i giornalisti. E quando le parole servono a poco ragionevolmente bisogna lasciare tutto lo spazio ai numeri. Che sono quelli della tabella, elaborata dagli uffici dell’Inpgi, a cui questa spiegazione, che non dovrebbe essere neppure necessaria, può soltanto accompagnarsi. Sono proprio i numeri a definire il senso del contributo straordinario e temporaneo che l’istituto di previdenza, nella riforma, chiede ai colleghi pensionati. Contributo che si accompagna ai consistenti sacrifici che peseranno sulle spalle dei colleghi attivi e porteranno all’assottigliamento dell’indennità di disoccupazione per chi, magari intorno ai cinquant’anni e a una bella distanza dalla pensione, resta senza un lavoro. Riprendiamo, da un’elaborazione già diffusa da Alessandra Costante, due dati, che intanto danno la dimensione della differenza tra un pensionato Inpgi e un pensionato Inps, a parità di contributi versati: ” Il primo caso è di un giornalista che con una media retributiva pensionabile di 127 mila euro, con 35 anni di anzianità contributiva avrebbe maturato presso la gestione Inps un assegno di 60 mila euro lordi annui, mentre percepisce dall’Inpgi una pensione di 90 mila euro lordi all’anno. 30 mila in più della gestione Inps. Un secondo caso potrebbe riguardare un collega che con 117 mila euro di media tabella inpgiretributiva pensionabile, sempre con 35 anni di contribuzione, avrebbe maturato all’Inps una pensione di 56 mila euro, mentre percepisce dall’Inpgi un assegna di 88 mila euro lordi all’ anno. 32 mila in più rispetto all’Inps. Peraltro questo giornalista beneficia del trattamento da 15 anni essendo andato in pensione a 55: agli esordi la legge 416 prevedeva scivoli fino a 15 anni”. Dunque, un assegno di 90.000 euro lordi l’anno e una da 88.000 che porterebbero all’applicazione di un contributo mensile netto che si aggira intorno ai sessanta euro. Per cinque anni. Sessanta euro che sono il segno della solidarietà che i pensionati, assieme a tutti i giornalisti italiani, danno per garantire la tenuta di un sistema messo a dura prova da una crisi troppo dura e che dura da troppo tempo. Le parole a questo punto sono anche troppe: è sufficiente dare uno sguardo ai numeri. Sempre. Non solo oggi, ma ogni volta che si alza un piccolo o grande vento di polemica. Conservate questa tabella: basta leggere e riflettere. Nulla più.

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