Sindacati Regionali di Stampa

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Bossa: “Accolte le nostre richieste, all’Inpgi una riforma giusta”

Guido Bossa

Guido Bossa

Bene la manovra dell’Inpgi, ora però vogliamo più spazio anche all’interno del sindacato. Il presidente dell’Ungp, Guido Bossa, con un documento, fa il punto della situazione in attesa dell’ok dei Ministeri vigilanti alla riforma varata dall’Istituto previdenziale. E traccia un percorso per il futuro, nel segno della solidarietà intergenerazionale. “Nel dare il via libera alla manovra di riequilibrio dei conti, il Consiglio di Amministrazione dell’Inpgi – scrive Bossa – ha tenuto in parte conto delle osservazioni e delle richieste di modifica formulate, in due documenti approvati a larga maggioranza – il secondo all’unanimità – dal Consiglio nazionale dell’Unione Pensionati. In particolare, avevamo chiesto che dal prelievo di solidarietà sulle pensioni fossero esentati i colleghi a più basso reddito, che fosse meglio precisata la temporaneità del contributo e che venisse esplicitata la legittimità dell’operazione. Su quest’ultimo punto, che ancora suscita polemiche, prendiamo atto del parere presentato al Consiglio dalla Direttrice Generale dott.ssa Iorio, che rimanda alla “autonomia gestionale” dell’ente nella elaborazione di una regolamentazione dei regimi pensionistici finalizzata al conseguimento dell’equilibro di bilancio. Nel determinare il valore del “Contributo straordinario sui trattamenti pensionistici”, (così viene ora definito), si è tenuto conto del fatto che i pensionati “hanno potuto usufruire di condizioni di accesso alla pensione e di coefficienti di calcolo pensionistico molto più favorevoli”, calibrando gli interventi nel rispetto dei principi di proporzionalità e progressività propri del sistema pensionistico in generale. Il contributo ha durata quinquennale, sarà progressivo per scaglioni di reddito, non colpirà i pensionati che ricevono un assegno fino a 6.000 euro lordi l’anno. – spiega ancora Bossa – Accolta anche la nostra (e non solo nostra) richiesta di una riduzione dei compensi degli amministratori e dei sindaci giornalisti. Una manovra correttiva che avesse lasciato da parte i pensionati avrebbe avuto un carattere di frammentazione irragionevole, escludendo un solo comparto dell’intera platea degli iscritti. Ora, naturalmente, su questo punto e sull’intera manovra si esprimeranno i ministeri dell’Economia e del Lavoro, che vigilano sui conti dell’Istituto, mentre il confronto nella categoria resta aperto, e investirà la ormai imminente campagna elettorale per il rinnovo degli organi amministratori dell’Inpgi. Sono consapevole del fatto che il contributo di solidarietà ha destato e desta polemica e anche contestazione fra i pensionati dell’Inpgi, iscritti o no che siano al sindacato. Del resto, sul nostro sito abbiamo dato ampio spazio a tutte le prese di posizione, di singoli colleghi e di gruppi regionali, e continueremo a farlo, com’è giusto che sia. Ci potranno anche essere, come da alcune parti preannunciato, rivendicazioni di diverso tipo; ma ritengo che la decisione presa, ripeto, a larga maggioranza dall’Unione, e che personalmente ho proposto e difeso in numerose assemblee e nelle riunioni dell’Esecutivo e del Cn, sia la più giusta, e non solo per un dovere di solidarietà verso tutti i colleghi, molti dei quali (soprattutto i più giovani) pagheranno sulla loro pelle più di noi pensionati il costo della manovra, ma anche perché credo che il risanamento dei conti dell’Istituto interessi per primi propri noi, e quindi la questione non ci possa lasciare indifferenti. Le delibere adottate mi confortano; ma naturalmente riconosco piena legittimità alle posizioni dissenzienti, che hanno trovato e troveranno sempre spazio sul nostri sito e nei nostri dibattiti. E poiché il dissenso riguarda in qualche caso anche il ruolo del sindacato in questa vicenda, ricordo a tutti che sindacato siamo anche noi, e che la posizione responsabile che la nostra Unione ha assunto in questa circostanza – conclude Bossa – ci autorizza a chiedere più spazio e più ruolo nel sindacato, nel nostro sindacato”.

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