Sindacati Regionali di Stampa

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L’Ungp sulla riforma Inpgi: “No ai prelievi dalle pensioni più basse”

Guido Bossa, presidente Ungp

Guido Bossa, presidente Ungp

Più attenzione ai redditi pensionistici più bassi e verifica della riforma in corso d’opera. Il consiglio nazionale dell’Unione nazionale giornalisti pensionati guarda con attenzione al percorso impostato dall’Inpgi per la riforma. Con un ordine del giorno approvato all’unanimità viene sottolineata la “necessità di procedere in tempi brevi ad una riforma che metta in sicurezza i conti dell’Istituto di Previdenza dei giornalisti italiani” ma nel farlo si deve tener conto di quei suggerimenti arrivati dalla Giunta esecutiva della Fnsi e dalle associazioni regionali di stampa a corredo del parere favorevole espresso lo scorso 8 luglio. Sollecitazioni espresse anche dall’Ungp per quanto riguarda “la temporaneità, la sostenibilità e la conformità dell’intervento correttivo all’obiettivo del risanamento, la riduzione dei compensi agli amministratori e ai sindaci giornalisti, nonché la legittimità giuridica del contributo di solidarietà da applicare alle pensioni in essere”. In particolare si chiede all’Inpgi “di esentare comunque dal prelievo di solidarietà i trattamenti pensionistici più bassi”. Dall’Istituto previdenziale e dalla Fnsi si vuole poi il preciso impegno a verificare in corso d’opera gli effetti della riforma, che si preannuncia molto impattante. Il presidente dell’Ungp è stato inoltre invitato, una volta approvato il piano di cambiamenti, “a riconvocare gli organi statutari dell’Unione, non appena sarà stata approvata la riforma della previdenza, per un esame approfondito delle sue ricadute sui trattamenti pensionistici in essere e per le eventuali conseguenti determinazioni”. Infine, con una delibera il consiglio nazionale dell’Ungp ” preso atto delle recenti dichiarazioni fornite dal Presidente del Consiglio in materia di riforma fiscale, sollecita un percorso comune con Fnsi e i Sindacati nazionali, perché si intraprenda una politica volta a ridurre anche in Italia la fiscalità sui redditi da pensione, oggi tra le più alte in Europa”.

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