Sindacati Regionali di Stampa

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Riforma dell’Inpgi, incontro in Veneto: i pensionati disponibili a dare il loro contributo

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Guido Bossa, presidente Ungp

Tutti devono contribuire alla riforma sulla base di quei principi di solidarietà med equità che sono sempre stati alla base della gestione dei nostri organismi di categoria. E’ stato un incontro molto positivo quello che si è tenuto nel Trevigiano tra il Gruppo giornalisti pensionati del Veneto e il presidente nazionale dell’Unione nazionale giornalisti pensionati Guido Bossa. All’ordine del giorno la manovra di assestamento in discussione al Cda dell’Inpgi e tra le parti sociali e i riflessi sulle pensioni in essere. Dopo il saluto del presidente del gruppo veneto Angelo Squizzato, Guido Bossa ha esordito con un apprezzamento per il contributo che il Gruppo pensionati veneti ha dato al progetto del Sindacato veneto di creazione di un soggetto che intercetti i fondi europei 2014-2020 per dare opportunità di lavoro ai giornalisti autonomi e precari. Un chiaro segnale verso quel patto di solidarietà intergenerazionale che dovrà contraddistinguere, secondo il gruppo veneto dell’Unione giornalisti pensionati, la manovra sui conti dell’Inpgi annunciata dai vertici dell’Istituto di previdenza. Appunto solidarietà ed equità stanno alla base di una riforma alla quale tutti devono contribuire, chi è in attività e chi è in pensione. Quindi, ha detto Bossa, ricordando alcune anticipazioni del presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese, nel corso del recente incontro tra il Cda dell’istituto e la Giunta della Fnsi con la Consulta delle Associazioni di stampa, anche i pensionati sono disponibili a dare il proprio contributo. Il collega del Gruppo veneto pensionati, Pietro Ruo ribadendo la necessità che tutti facciano la propria parte per rimettere in sesto i conti dell’Inpgi, ha messo in guardia contro il rischio di uno scontro tra chi è al lavoro o è precario e i giornalisti pensionati percepiti erroneamente come privilegiati. Dagli interventi è emersa comunque la consapevolezza della gravità della situazione occupazionale del settore dell’editoria. La crisi, nell’ultimo quinquennio, ha causato la perdita di quasi un quinto della forza lavoro in seguito a centinaia di crisi aziendali. Ad oggi sono meno di 16 mila i giornalisti occupati. quando nel 2009 erano 19 mila. Solo nel 2014 sono stati persi più di mille posti di lavoro. La conseguenza della crisi occupazionale è stata il calo della massa delle retribuzioni che sorregge il wellfare dei giornalisti italiani. Ed è questa – è stato sottolineato da Enrico Ferri, esponente del Sindacato dei giornalisti del Veneto e sindaco dell’Inpgi, la causa principale dello sbilancio tra contributi e prestazioni erogate dall’Inpgi che nonostante tutto chiude il bilancio con un segno più anche nel 2014 grazie alla gestione del patrimonio mobiliare e immobiliare. Il nodo vero da sciogliere quindi – ha concluso Bossa – è l’occupazione, l’allargamento della base contributiva è la via maestra per riportare in equilibrio il sistema. Un sistema di welfare che eroga e continuerà’ ad erogare prestazioni, anche dopo la riforma, di gran lunga superiori all’Inps.

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