Sindacati Regionali di Stampa

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Assemblea di Fiuggi, il sindacato riparte dalla base. E Camporese annuncia: “Copertura sanitaria per i non dipendenti”

Andrea Camporese

Andrea Camporese

Solidarietà, futuro, opportunità. Sono tanti i modi di coniugare il sindacato che si intrecciano nella prima giornata di lavoro dell’assemblea di Fiuggi, l’occasione che le giornaliste e i giornalisti italiani si stanno dando per far nascere una nuova stagione di diritti, tutele e libertà in un momento difficile della professione. Una fase in cui la crisi continua a sgambettare un sistema che, solo fino a qualche anno fa sembrava inossidabile e che invece oggi mostra di aver bisogno di una profonda revisione. Che la categoria può e deve controllare, se non vuole rimanerne schiacciata. Una nuova politica, un nuovo confronto, ma soprattutto l’esigenza di modificare i confini del rapporto con i colleghi e con gli editori. Il concetto più ampio di solidarietà è il filo che in maniera più o meno evidente lega tutti gli interventi (tanti, molti più del previsto) che hanno aperto la prima giornata di discussione: “solidarietà generazionale e bidirezionale” sottolinea Alessandra Costante, segretaria dell’assostampa ligure,  come scelta per ampliare sempre più il perimetro della professione. Solidarietà che si salda nell’annuncio dato dal presidente dell’Inpgi Andrea Camporese: entro la fine dell’anno l’Istituto assicurerà a tutti i giornalisti non dipendenti la copertura sanitaria. Dopo l’assicurazione infortuni un passo concreto importante nei confronti della parte più debole, meno tutelata della categoria. E’ proprio Camporese a sottolineare l’esigenza che il sindacato ha di trovare un nuovo modo di governare il cambiamento: una mutazione potente, che in Europa è già in atto. “E l’Europa – ha detto il presidente dell’Inpgi – può essere un tritacarne se non entri nei meccanismi” e in questo sistema bisogna trovare il modo “di spostare i pesi economici all’interno dello stesso perimetro e attraverso lo spostamento di questi pesi allargare le tutele. E’ un passaggio pericolosissimo, ma dobbiamo essere capaci di governarlo. Dobbiamo sgombrare il campo della flessibilità da ogni aspetto ideologico ed entrarci dentro con brutalità”.

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