Sindacati Regionali di Stampa

Il nuovo blog delle sindacaliste e dei sindacalisti delle Associazioni regionali di stampa della Fnsi

Girod: “Mercato giornalistico in forte contrazione”. Lorusso: “Necessaria la riforma dell’Ordine”

L'assemblea dell'assostampa valdostana

L’assemblea dell’assostampa valdostana

Come è cambiato il mercato del lavoro giornalistico negli ultimi anni, quale ruolo può ancora esercitare il sindacato in un clima occupazionale fortemente mutato. L’occasione della presenza ad Aosta, per l’assemblea dell’Associazione stampa Valle d’Aosta di Raffaele Lorusso e Santo Della Volpe, rispettivamente segretario generale e presidente della Federazione nazionale della stampa, è stata l’occasione per tirare le somme di una situazione che, con le dovute proporzioni, rispecchia l’andamento della professione giornalistica in tutte le regioni italiane. Benoit Girod, presidente dell’Associazione stampa valdostana, è pragmatico: “Non si vedono prospettive di ampliamento del mercato del lavoro giornalistico in Valle d’Aosta, anzi ci sono preoccupanti segnali di contrazione. I media tradizionali sono fermi, l’on line produce informazione ma fatica a produrre lavoro contrattualizzato. L’iniziativa imprenditoriale è ferma al palo e la Regione in forte e innegabile sofferenza finanziaria ha disarmato completamente – anche comprensibilmente – gli interventi a sostegno dell’editoria. Pur comprendendo le difficoltà degli editori, registriamo con preoccupazione e a volte rabbia una caduta verticale della cultura del lavoro, un imbarbarimento dei rapporti. – aggiunge Girod – Il lavoratore è considerato come un peso da eliminare e non come una risorsa essenziale, il contratto è visto come un vincolo inaccettabile, gli stessi miseri compensi ai collaboratori si fanno sempre di più attendere, gli stessi contributi previdenziali sono oggetto di contesa. In questa situazione fare sindacato è sempre più difficile: si riducono gli spazi dei diritti sindacali, e il Jobs Act è stato un duro colpo, si raffredda la consapevolezza dei colleghi sull’importanza di sostenere il sindacato”.  Eppure un dato positivo c’è: “La nostra associazione si distingue da tempo, anche in rapporto ad assostampa più articolate – afferma Girod –  per avere un’offerta di servizi agli iscritti ampia e interessante. Che è stata in questi anni confermata e in qualche modo potenziata: convenzioni con tutti i caf sindacali per l’assistenza fiscale, una sede aperta dal lunedì al giovedì anche con sportello Casagit, Inpgi e Ordine, un ventaglio molto ampio di convenzioni e soprattutto – fiore all’occhiello – l’assicurazione per la tutela legale che offre una copertura molto ampia, non solo nelle cause di lavoro.Un alto livello di servizi che – forse – molti colleghi danno per scontato, ma che, considerato il numero dei giornalisti valdostani, vi assicuro che scontato non è”. Il futuro è tutto in una parola: tenuta. Se il sistema previdenziale e sindacale nei giornali reggerà al passaggio futuro anche i territori non potranno che trarne giovamento. Cruciale resta, in questo senso, la riforma dell’Ordine. Ne ha parlato il segretario generale della Fnsi Raffaele Lorusso: “E’necessario mettere mano alla riforma della legge ordinistica, concepita nel 1963, quando esisteva in pratica solo la Rai, quando non esisteva la rete e c’erano pochissimi giornali che, fortunatamente, all’epoca pagavano bene. È una legge – ha detto Lorusso – che appartiene ad un altro mondo e andrebbe sicuramente aggiornata: andrebbe rivisto con urgenza l’accesso alla professione perché è impensabile che questa sia l’unica professione in cui esistono canali d’accesso molteplici e che qualcuno illuda soprattutto i più giovani che in Italia c’è un mercato del lavoro capace di assorbire 120mila persone, tanti quanti sono oggi gli iscritti all’ordine. E poi – ha concluso Lorusso – ci sono i 50mila iscritti all’Ordine che non hanno una posizione previdenziale, nonostante esista una legge dello stato che obbliga tutti coloro che svolgono la professione, anche come collaboratori, ad avere una posizione previdenziale: se uno non ce l’ha o si rende colpevole del reato di evasione contributiva oppure non lavora e se non lavora va cancellato dall’albo, come prevede la legge, perché inattivo”.

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