Sindacati Regionali di Stampa

Il nuovo blog delle sindacaliste e dei sindacalisti delle Associazioni regionali di stampa della Fnsi

Querele temerarie, richiamo alla politica

Ancora attacchi alla libertà di stmpa

Ancora attacchi alla libertà di stampa

Querele temerarie e attacchi alla libertà di stampa. Le due facce della medaglia: da una parte il Tribunale di Milano che stabilisce il diritto del giornalista al risarcimento del danno, dall’altra parte l’accusa di ricettazione contestata a un giornalista calabrese per essere entrato in possesso di notizie coperte dal segreto d’ufficio. “La sentenza con cui il tribunale civile di Milano ha stabilito che il giornalista querelato in maniera temeraria ha diritto al risarcimento dei danni morali rappresenta di fatto una messa in mora del Parlamento”, afferma Raffaele segreLorusso, segretario generale della Fnsi. “Nell’assolvere il collega Paolo Carta, dell’Unione Sarda, il direttore Paolo Figus e la società editrice – sottolinea Lorusso – il giudice ha ribadito quanto la Corte europea dei diritti dell’Uomo, che ha più volte richiamato l’Italia, afferma da tempo in tema di querele temerarie. È auspicabile che questo provvedimento induca alla riflessione il Parlamento italiano, spingendolo ad affrontare il problema nell’ambito della proposta di legge di riforma del reato di diffamazione a mezzo stampa. Va messo da parte qualsiasi desiderio di rivalsa nei confronti della stampa. Le querele temerarie rappresentano una minaccia alla libertà dell’informazione e all’autonomia professionale dei colleghi perché sono una forma di intimidazione. La cancellazione del carcere per i giornalisti, che dovrebbe essere l’unico vero obiettivo della proposta di legge attualmente all’esame delle Camere, non può trasformarsi in uno specchietto per le allodole dietro il quale nascondere norme liberticide che farebbero fare all’Italia un ulteriore passo indietro nella classifica mondiale della libertà di stampa”. Intanto però gli attacchi alla libertà di stampa continuano e l’elenco si arricchisce ogni giorno di nuovi esempi. L’ultimo – in ordine cronologico – viene dalla Calabria e riguarda il giornalista Agostino Pantano, accusato di ricettazione per essere entrato in possesso di informazioni sottoposte a segreto d’ufficio: una ulteriore, pesante tegola che minaccia di cadere dal tetto del diritto sulla libertà di informare i cittadini e sul diritto/dovere dei giornalisti di svolgere il proprio lavoro. Il Gip del Tribunale di Cosenza aveva riconosciuto al giornalista il legittimo esercizio del diritto di cronaca e di critica politica, sussistendone i presupposti di interesse pubblico, verità della notizia e continenza. Salvo poi incappare nella nuova accusa. “E’ gravissimo – sostiene il Presidente della Federazione nazionale della Stampa Italiana, Santo Della Volpe – che un giornalista che pubblica correttamente le notizie sia considerato un ricettatore cioè un delinquente”. Lo scorso 6 ottobre 2014, solo per citare un altro esempio recente, sorte simile era toccata anche alla giornalista pugliese Angela Balenzano, del Corriere del Mezzogiorno, rinviata a giudizio dal Gup di Bari per presunta ricettazione relativa a una fuga di notizie nell’ambito del procedimento a carico di Giampaolo Tarantini. Tutto questo mentre ancora in Parlamento non si è giunti ad una sintesi tra la promessa dell’abolizione del carcere per i giornalisti e i tentativi più o meno velati di imporre nuovi bavagli alla stampa, come le querele temerarie ai danni dei giornalisti.

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