Sindacati Regionali di Stampa

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Report Adepp 2014: più iscritti, meno reddito

andrea-camporese-adepp-reportE’ stato presentato questa mattina presso l’Auditorium di Cassa Forense, a Roma, la IV edizione dell’annuale Rapporto sulla previdenza privata realizzato da Adepp, l’associazione che riunisce le Casse previdenziali dei professionisti italiani (qui tutti i documenti).
Una mattinata densa di contenuti, utile a fare il punto sulla situazione dei quasi 1,5 milioni di professionisti iscritti alla previdenza di categoria. E questo è il primo dato: il numero degli iscritti alle Casse è in aumento, sia per il fascino che ancora le professioni ordinistiche rivestono agli occhi dei giovani italiani, sia per la scarsa ricettività del lavoro dipendente in questa fase di prolungata crisi economica e sociale.
L’altro dato che si impone riguarda invece i redditi dei professionisti iscritti alle Casse: redditi in calo, in special modo nelle fasce d’età più giovani. Tanto che il presidente dell’Adepp, Andrea Camporese, non esita a definire drammatica la situazione dei “giovani” professionisti under 40.
La mattinata è entrata nel vivo con l’intervento del senatore Massimo Cassano, Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, il quale ha mostrato il suo interesse per le questioni sollevate dal report e ha poi ribadito la volontà di aprire presto un tavolo tecnico al Ministero per ragionare insieme ai rappresentanti della previdenza privata di una nuova idea di futuro, così da affrontare al meglio le sfide che si profilano all’orizzonte.
Il presidente Camporese ha quindi illustrato i temi sviluppati dal Report realizzato dal centro studi Adepp, soffermandosi su questioni come le differenze di reddito legate all’età e al genere, le specifiche esigenze di un nuovo welfare per le libere professioniste, le prestazioni erogate dalle Casse agli iscritti (“per circa 530 milioni di euro nel 2013, senza alcun costo per lo Stato” – ha sottolineato Camporese), l’annosa questione della tassazione, che penalizza i professionisti italiani rispetto ai colleghi e competitor europei che possono contare su condizioni nazionali più favorevoli.
La riflessione si è quindi spostata sulla legge di Stabilità in discussione in queste ore in Commissione Bilancio al Senato e sull’opportunità di conservare la tassazione sulle rendite finanziarie delle Casse dei professionisti all’attuale 20%, scongiurando quindi un aumento al 26% che ridurrebbe – altro tema chiave – la capacità degli enti previdenziali di fornire prestazioni adeguate mantenendo salda la sostenibilità.
I professor Giuseppe Roma del Censis ha poi presentato i primi risultati dell’indagine che Censis e Adepp stanno conducendo sulla condizione dei professionisti italiani, i cui esiti saranno pubblicati in primavera, dalla quale emergono ulteriori interessanti dati sulle prospettive del popolo delle professioni.
Ha invece molto parlato di Europa Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, che ha evidenziato l’esigenza di rinnovamento che attraversa le professioni, sempre più attente alla comunicazione, al marketing e alle opportunità offerte dalla digitalizzazione del lavoro e dall’uso della rete.
Stella ha ancora una volta posto l’attenzione sulle difficoltà dei liberi professionisti ad accedere ai bandi regionali emanati a valere sui fondi europei “perché – dice – nonostante il riconoscimento a livello europeo (qui le ultime novità in materia) che l’organizzazione del lavoro intellettuale è assimilabile all’attività di impresa ancora permangono impedimenti burocratici, come il troppo frequente requisito dell’iscrizione alla camera di commercio per l’accesso ai bandi”. Anche se in alcune regioni qualcosa inizia a muoversi nella direzione dell’inclusione anche dei liberi professionisti nelle occasioni offerte dalla programmazione europea e territoriale.
“Ci sono oggi – ha quindi concluso Camporese – le condizioni per affrontare in maniera chiara e oggettiva il tema dell’autonomia delle Casse, così da stabilire confini certi tra l’indipendenza del sistema pensionistico privato e la sua funzione pubblica, e quello della vigilanza, che deve essere adeguata anche alle esigenze delle Casse per il bene di tutti”.
Si è quindi ancora discusso di adeguatezza delle prestazioni, di patto intergenerazionale per tenere insieme il sistema, di iniziative da intraprendere insieme ai ministeri del lavoro e dello sviluppo economico, di tessera professionale europea e di abbattimento delle barriere alla libera circolazione dei professionisti e riconoscimento delle qualifiche e dei titolo di studio (con le tante rivoluzionarie conseguenze che la creazione di un vero mercato unico dei servizi professionali comporta), di giovani, che restano per forza di cose i protagonisti del presente e del futuro delle libere professioni in Italia come in Europa.
E ancora parlando di Europa conclude il suo intervento il presidente dell’Adepp Andrea Camporese: “L’Unione europea definisce le professione come motore economico del continente: servono oggi interventi decisi per consentire ai professionisti di continuare ad interpretare questo ruolo-chiave nella nostra società anche domani”.

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