Sindacati Regionali di Stampa

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Crisi editoria: calano vendite, fatturato e occupati

Crisi editoria rapporto mediobanca45% di copie vendute in meno nel 2013 rispetto al 1990 per la carta stampata quotidiana. 27,7% in meno nel quinquennio 2009-2013 per i ricavi aggregati dei sette maggiori gruppi editoriali italiani. 31,3% in meno di raccolta pubblicitaria. Il 40,4% di perdite per RCS, il 29% per Caltagirone, il 17% per Mondadori (che è quella che perde meno).
Sono questi alcuni dei numeri contenuti nel report di Mediobanca relativo ai principali gruppi editoriali italiani nel periodo 2009-2013 e I semestre 2014 pubblicato da primaonline.it.
La vendita di quotidiani e periodici, dice il report, rappresenta il 48% dei 4,2 miliardi fatturati nel 2013 dall’aggregato dei maggiori operatori; il resto dei ricavi è per lo più realizzato con la vendita di spazi pubblicitari (32,5%), anche se la composizione dei ricavi è variegata tra i gruppi editoriali analizzati, come ad esempio testimonia la peculiarità del gruppo Il Sole 24 Ore, dove un quarto dei ricavi è generato dall’area software (che ha portato ricavi attorno ai 100 milioni prima essere ceduta nel maggio 2014).
Un quadro fosco che innesca conseguenze prevedibili già sotto gli occhi di tutti: le minori vendite hanno trascinato nel baratro anche l’occupazione, che si è complessivamente ridimensionata nel quinquennio del 22,3% coinvolgendo in tutto circa 4.200 dipendenti, il 13,1% dei quali sono giornalisti: “i ridimensionamenti di giornalisti – recita il rapporto – sono stati più importanti per Caltagirone (-22,6%), più ridotti per Mondadori (-4%). Quanto alla composizione dei dipendenti, La Stampa e Caltagirone segnano la maggiore incidenza di giornalisti (rispettivamente 58,9% e 49,9%), mentre Il Sole 24 Ore e Mondadori registrano una maggiore quota impiegatizia (rispettivamente 73,1% e 72%), giustificata anche dalla maggiore diversificazione delle attività”.
Mentre “la struttura finanziaria è complessivamente solida, ma in deterioramento”. Una prospettiva desolante.
Una condizione condivisa con il resto del mondo? Più o meno: in Europa il calo della diffusione dei quotidiani è stato nel medesimo periodo del 23%, in Nord America del 10%, in Oceania del 20%.
C’è una ricetta per uscire da questa crisi che sembra senza fine? Sarebbe il caso di trovarla o almeno provarci, con coraggio e lungimiranza. Chi volesse approfondire la lettura, e magari iniziare a rifletterci, trova qui il report completo.

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Questa voce è stata pubblicata il 21 novembre 2014 da in Crisi aziendali, Editoria, Lavoro, Stampa con tag , , , , , .

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