Sindacati Regionali di Stampa

Il nuovo blog delle sindacaliste e dei sindacalisti delle Associazioni regionali di stampa della Fnsi

Jobs Act? E’ ora di avviare il confronto

La portavoce Alessandra Costante

In questi giorni, in queste ore il governo sta affrontando la riforma del lavoro, delle sue regole di mercato e dell’accesso, degli ammortizzatori sociali. Nel giro di pochi mesi, forse poche settimane cambieranno le normative di riferimento, il panorama del lavoro italiano sarà qualcosa di diverso con il quale le Associazioni regionali di Stampa e la Fnsi dovranno misurarsi. Noi vorremmo che si cominciasse ora a farlo, a confrontarci su temi che impatteranno violentemente sul nostro contratto di lavoro.
Comincio dall’articolo 18. Se verrà annullato, come è ormai assodato che sia, come si ripercuoterà sul lavoro giornalistico? E’ vero che le nostre sono aziende come le altre, ma è altrettanto vero che noi non produciamo tondini di ferro e che l’informazione non è un prodotto “misurabile” oggettivamente. Ed anche l’applicazione della nuova disciplina dei licenziamenti potrebbe essere più complicata di quanto possa sembrare. Se un lavoratore di 58 anni viene licenziato da un’azienda che per vari motivi non può accedere alla legge sugli stati di crisi, questo deve essere considerato un licenziamento economico oppure discriminatorio? E nella casistica dei licenziamenti disciplinari, ci saranno casi applicabili anche ai giornalisti oppure – estremizzando – la semplice discussione sul taglio di una notizia o la collocazione di un servizio o la sequenza di una foto-gallery potrà diventare motivo sufficiente per decretare la fine di un rapporto di lavoro?
Le nostre associazioni di stampa devono essere al fianco chi sta difendendo il campo delle tutele e delle garanzie per i lavoratori, sapendo che da tempo ormai in questo Paese si licenzia senza troppe difficoltà, ma che le regole sono presupposto di crescita. D’altro canto, come dimostra la continua emorragia di posti di lavoro, la flessibilità selvaggia non ha prodotto occupazione buona.
Eppoi la questione degli ammortizzatori sociali. Le decisioni del governo Renzi che ripercussione avranno sui nostri disoccupati, sui colleghi in cassa integrazione, su quelli in solidarietà? Io penso che, usando le parti buone della riforma voluta da Renzi, sia arrivato il momento anche per i giornalisti di estendere gli ammortizzatori sociali al mondo dei lavoratori autonomi.
Queste sono domande alle quali dobbiamo dare una risposta e dobbiamo farlo adesso. Così come dobbiamo capire quale impatto avrà la nuova disciplina delle mansioni (il maxi emendamento del governo accolto in legge delega spiega che in corso di riorganizzazione sarà possibilie demansionare i lavoratori, ma mantenendo il livello salariale) sulle riorganizzazioni delle redazioni. Oppure come potremo affrontare l’abrogazione di tutte le forme contrattuali atipiche, sempre indicata nel maxi emendamento del governo.
O ancora, se mai si andrà in questa direzione, come affronteremo il nodo della contrattazione aziendale e come potremo difendere il nostro contratto collettivo dagli attacchi che, adesso è molto chiaro, arriveranno da molte parti.
Già, il contratto collettivo. Leggendo il testo della legge delega ci si può rendere conto facilmente che il nostro contratto nazionale è stato il banco di prova del governo Renzi che ora nel Jobs Act ripropone alcune cose che noi dovremo cominciare a sperimentare al più presto come la decontribuzione per le assunzioni e il compenso minimo per i collaboratori. Noi il contratto ora lo abbiamo e dobbiamo gestirlo nel modo migliore perché da questo dipende la ripresa del settore. Ma a questo punto dobbiamo anche pensare al futuro: per questo riteniamo che si debbano affrontare da subito le questioni sollevate dal Jobs Act, senza farcele arrivare addosso man mano che ci avviciniamo al prossimo rinnovo contrattuale che è praticamente domani.
Per questo dico che non possiamo perdere altro tempo, il confronto interno su questi temi deve cominciare subito a prescindere dal nostro congresso. Così come ritengo che la Fnsi, proprio perché potrebbe essere il banco di prova su cui si misura la bontà delle soluzioni prospettate nel nuovo pacchetto-lavoro, debba riprendere anche il confronto esterno.

Alessandra Costante
Portavoce Coordinamento delle Assostampa
Per un Sindacato di Servizio

Qui il link al testo trasmesso dal Senato alla Commissione Lavoro della Camera il 9 ottobre 2014

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