Sindacati Regionali di Stampa

Il nuovo blog delle sindacaliste e dei sindacalisti delle Associazioni regionali di stampa della Fnsi

Italiana Editrice Spa, i dubbi della Ligure

Alessandra Costante, Segretario Associazione Ligure dei Giornalisti

La notizia è di quelle che fanno discutere. E infatti ne hanno parlato le principali testate nazionali, gli addetti ai lavori e, cauto, ha preso corpo anche un certo dibattito sui social network. L’hanno chiamata fusione, matrimonio, alleanza, operazione: l’operazione, appunto, che ha visto ieri la costituzione di un nuovo gruppo editoriale, la Italiana Editrice Spa, in cui saranno riunite le due attività editoriali di Editrice La Stampa e Sep (Società Edizioni e Pubblicazioni), editrice del Secolo.
I due quotidiani continueranno ad uscire separatamente in edicola e l’intento dichiarato è quello di offrire contenuti innovativi su carta e in digitale, valorizzando i punti di forza dei due protagonisti, La Stampa e il Secolo XIX, per affrontare meglio le sfide che il mercato editoriale nazionale presenta e presenterà.
Ma come ogni importante novità, anche la nascita del nuovo gruppo suscita qualche dubbio e qualche perplessità, come quelle espresse dall’Associazione Ligure dei Giornalisti, cui si è poi unito il segretario nazionale della Fnsi, Franco Siddi. Di seguito le due note.

MATRIMONIO LA STAMPA-IL SECOLO XIX, I GIOCHI SIANO CHIARI. LA LIGURIA SI “GIOCA” TRE GIORNALI

Molti annunci, molte smentite poi la conferma. On line. Stampa e Secolo XIX confluiscono in un unico gruppo editoriale a maggioranza de La Stampa. Ora i giochi e le intenzioni siano chiari e trasparenti per chiarire se e come sarà un progetto di consolidamento e sviluppo oppure un’operazione tesa solo a ridurre costi giornalistici e poligrafici. L’accordo tra Stampa e Secolo per Genova e la Liguria è certamente una rivoluzione, ma è anche evidente il rischio che un’integrazione spinta possa incidere negativamente sull’ultra centenaria testata ligure. Perché apre interrogativi pesanti sul futuro delle edizioni locali del Secolo XIX e della Stampa, soprattutto nel ponente ligure, e nella redazione centrale sulle parti “nazionali” del giornale, tutti settori che hanno un ampio patrimonio di redattori e di collaboratori. E su Genova pone il drammatico quesito del futuro del Corriere Mercantile, da anni al centro di un accordo commerciale di giornale-panino con La Stampa e La Stampa coproprietaria di maggioranza della testata edita dalla cooperativa dei colleghi giornalisti e poligrafici. Quali intenzioni ha questo nuovo gruppo editoriale? Certo è che non potranno essere solo attesi i piani editoriali e industriali per sapere quale sarà, per gli editori, il futuro di una grossa fetta del mondo dell’informazione in Liguria. Ed è per questo che i cdr di tutte queste testate, il sindacato regionale e la Fnsi dovranno essere parte attiva di un confronto che non può limitarsi a prendere atto di decisioni annunciate, smentite e poi ufficializzate alla vigilia delle ferie e con una nota sui siti web delle due testate.

L’Associazione Ligure dei Giornalisti

 

Il Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi, ha dichiarato:

“L’annuncio degli editori de “La Stampa” e del “Secolo XIX”, John Elkann e Carlo Perrone, di un progetto che entro l’anno integrerà i due quotidiani in una nuova società comune richiede grande attenzione per la portata dell’improvvisa comunicazione e suscita amarezza per le svolte che la crisi economica e quella dei giornali stanno determinando. Anche giornali storici, da soli, rischiano di non farcela più. E non bisogna dimenticare che Elkann e’ l’azionista di maggioranza relativa del Corriere della Sera, giornale attorno al quale si giocano rilevanti partite del sistema editoriale italiano. I poli editoriali sono un tema di discussione sia per le soluzioni da dare alla crisi, sia nei dibattiti sul riassetto del sistema.
L’alleanza dovrà essere chiarita in tutti i suoi effetti, editoriali, organizzativi, occupazionali e nella relazione con l’identità delle due importanti testate del Nord Ovest che, da Torino e Genova, da quando esistono, sono bandiere rappresentative del Piemonte e della Liguria che hanno sempre parlato al resto del Paese. I discendenti di quelli che avevano creato i poli industriali più antichi del Paese, gli Agnelli e i Perrone, si mettono insieme cento anni dopo siglando un patto che pare molto più di una semplice pax editoriale, assumendo come motivo la crisi del settore. I bilanci delle due testate non hanno il segno più e già sono stati all’origine di pesanti piani di riorganizzazione pagati con riduzione di organici, prepensionamenti e, oggi, con il contratto di solidarietà al Secolo XIX.
Occorre ora che siano messi in chiaro, nel corretto confronto con le parti sociali e nel rispetto dei tempi e delle regole previste per questi passaggi societari, i contenuti di tutta l’operazione. Se le la nuova impresa rafforzerà identità delle testate e progettualità editoriale, avendo al centro il lavoro, in particolare i giornalisti patrimonio essenziale, per migliorare offerta e risultati sarà una cosa. Se invece si punterà tutto sulla razionalizzazione tecnica, con disinvestimenti editoriali più o meno lineari, sarà impossibile parlare di svolta. La Fnsi sarà vicina ai Comitati di a redazione e ai colleghi del “Secolo XIX” e de “La Stampa” e alle Associazioni di Stampa della Liguria e del Piemonte, sia nell’indispensabile confronto aziendale e in sede nazionale, sia nell’opera di salvaguardia e valorizzazione dei posti lavoro nell’ipotesi di nuovo processi editoriali coordinati, perché davvero si vada verso una condizione di nuova solidità e fiducia. La situazione sara seguita attentamente in tutti i suoi aspetti, avendo ruardo per il valore e del lavoro gironalistico e delle articolate presenze nei territori, in alcuni dei quali sinora i due quotidiani agiscono in regime di concorrenza o con altre alleanze, come nel caso della “Stampa” con “Il Corriere Mercantile”. Sicuramente l’annuncio di oggi deve far riflettere anche Governo e Parlamento sia sui significati della crisi dei giornali, sia sull’esigenza di intervento più qualificato per il pluralismo dell’informazione”.

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Questa voce è stata pubblicata il 3 agosto 2014 da in Editoria, Stampa con tag , , , , , , .

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